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Capire se un SEO è bravo prima di averlo assunto è difficile, in compenso è facile valutarne il lavoro. Partiamo dalle cose facili: ecco come valutare il lavoro di un SEO.

in quanto tempo capisco se un SEO è bravo

prima di tutto mi scuso per il maschile, visto che ci sono anche tante SEO molto brave (per esempio Erminia e la sua squadra hanno fatto un ottimo lavoro al Fatto Quotidiano).

Un mese.

Il lavoro che si può misurare in un mese comprende:

  1. prime modifiche proposte al sito
  2. prime modifiche andate online
  3. primi cambiamenti di posizione imputabili alle modifiche effettuate
  4. primi accenni di crescita sul traffico

Il primo mese ci serve per capire se il nuovo SEO si è affiatato bene con la squadra produttiva. Anche se avete un sito piccolo, o un solo webmaster, è importante capire da subito se il SEO è in grado di lavorare bene con il vostro staff. La cosa migliore da fare è chiedere a loro: “come ti sembra il nuovo SEO?” e valutate le risposte. Se vi arriva un “è molto bravo dal punto di vista tecnico, ma è uno stronzo a livello personale” forse c’è qualcosa che non va. Per posizioni SEO di alto livello di solito il periodo di prova è almeno 45 giorni, per poter misurare anche qualche dato sul sito mese su mese. Andiamo con ordine:

1. prime modifiche proposte al sito

Indipendentemente dalla dimensione della vostra squadra di lavoro o dal traffico di cui ha bisogno il vostro business, il vostro nuovo SEO deve avere le idee abbastanza chiare da poter stilare in tempi rapidi un elenco di proposte di modifica al vostro sito. Considerate che il vostro sito deve essere pronto al cambiamento: voi pagate i SEO per cambiare il vostro sito, non per tenerlo così com’è. Assieme al SEO deciderete una lista di priorità con la quale queste modifiche verranno messe in campo. Chiedete anche il suo parere per quanto riguarda le priorità, e rendetevi disponibili ad accettare la sua versione. Più apporterete modifiche alle priorità proposte dal SEO e meno potrete incolparlo se qualcosa non è andato come volevate.

2. prime modifiche andate online

Se avete un sito piccolo e avete dato gli accessi di amministrazione al SEO, le prime modifiche dovrebbero andare online entro una settimana dal momento in cui voi avete stilato la lista di priorità in collaborazione col SEO. Se avete un sito grosso è su questo punto che capirete meglio se il vostro SEO lavora bene con la vostra squadra. Se entro 1 mese non è uscito un solo byte diverso (scritto in collaborazione coi SEO) c’è qualcosa che non va (e potrebbe essere anche un problema della vostra squadra, potreste non aver reso chiara la lista di priorità, o potrebbero essere oberati di lavoro… i motivi sono tanti, compreso il fancazzismo o la demotivazione, di cui forse siete i responsabili se state leggendo qui).

Non è banale calcolare l’arco di tempo che passa dalla proposta alla messa online, soprattutto su grandi progetti che coinvolgono decine di persone .

3. primi cambiamenti di posizione imputabili alle modifiche effettuate

Se entro 2 settimane dall’inizio dei lavori col SEO siete riusciti a mettere online qualche modifica, potete, nelle due settimane successive, monitorarne i risultati sul vostro sistema di analytics. Le analisi possono essere fatte anche in collaborazione col SEO, che sicuramente saprà dare la sua interpretazione dei dati.

4. primi accenni di crescita sul traffico

il traffico del sito dipende in parte dal lavoro fatto sul sito, ed in parte dall’autorevolezza che questo sito ha acquisito nel tempo. I motivi di buoni risultati sono vari: un buon articolo, una notizia importante, un partner di rilievo che ci linka o parla di noi e così via. Per questo parlo di “accenni di crescita”. Tra i vostri obiettivi potrebbe anche non esserci la crescita del traffico, ma semplicemente un miglior utilizzo del traffico di cui già disponete.

riassumendo:

Se avete affidato la gestione di Adwords al vostro SEO (cosa tutt’altro che rara) dividete questi tempi per 4: essendo su adwords tutto molto più misurabile in tempi quasi immediati.

Se nessuno di questi 4 punti ha avuto un risultato accettabile, senza tante remore cambiate pure SEO. Se si fallisce, è meglio fallire velocemente.

Se siete bravi manager saprete anche ricostruire le fonti dei ricavi in modo da assegnare un peso chiaro ai ricavi generati direttamente grazie al traffico dai motori di ricerca.

Sei mesi.

Entro i sei mesi si deve avere un’idea chiara di quanto materiale nuovo viene prodotto dalla vostra squadra e quali risultati questo materiale sta portando. Inoltre è utile valutare anche:

  • produttività della squadra di lavoro
  • nuove idee proposte
  • nuove proposte messe in campo
  • posizionamenti medi stabili
  • crescita di traffico organico stabile
  • obiettivi chiari e dinamica di feedback

Se il lavoro è stato fatto bene entro sei mesi si vedrà un cambiamento sul trend di traffico del sito (o sui vostri ricavi, se il lavoro del SEO è di tipo “avanzato”).

Dovete avere una lista condivisa di obiettivi (possono anche essere parole chiave da posizionare, se avete le idee chiare sul vostro business) e su questa lista condivisa dovete avere impostato una dinamica di controlli periodici / azioni concrete che si dimostri efficace.

Un anno.

Entro un anno deve essere ovvio un aumento dei ricavi direttamente imputabile al lavoro sui motori di ricerca, da questi ricavi si devono escludere le parole chiave di “brand” ed il traffico diretto. Devono anche essere evidenti dei miglioramenti stabili su parole chiave obiettivo.

  • aumento di fatturato anno su anno
  • posizioni stabili
  • nuovi progetti messi in campo
  • qualità della manutenzione

La qualità della manutenzione è difficile da misurare ma è importante quanto l’acquisizione di traffico nuovo. Vuol dire che il vostro “traffico storico” deve mantenere nel tempo tutte le prerogative di qualità (tempo sulla pagina, pagine viste per utente unico e così via). Se non vi siete mai chiesti una domanda tipo “i miei utenti di ritorno sono più o meno soddisfatti del mio sito rispetto all’anno scorso?“, probabilmente avete bisogno di qualcosa di più che un semplice SEO.

E ora partiamo con le cose difficili.

come capire la bravura di un SEO prima di assumerlo

Trovare un bravo seo è difficile come trovare un buon medico o un buon idraulico. Tutto dipende dalle condizioni di lavoro e dallo spirito con cui trattiamo le persone. A parte la nostra buona volontà (o la nostra cattiva fede, nel caso) ci sono anche alcuni “segnali” che ci fanno capire prima se il SEO che abbiamo trovato ha le carte in regola oppure no.

Lo abbiamo trovato sui motori di ricerca? Se abbiamo trovato un professionista dei motori di ricerca… sui motori di ricerca è già un buon punto a favore. Viceversa se ci è stato “consigliato” da qualche conoscente, io fossi in voi partirei col sospetto.

Ha un sito in cui parla dei suoi risultati di posizionamento? É un tipo che tende a condividere i suoi lavori e i risultati ottenuti o tiene tutto nascosto? Personalmente, preferisco le persone aperte, che mi parlano delle loro esperienze e che non hanno paura di nascondere se in un determinato momento hanno pochi clienti, clienti grossi, successi o fallimenti.

Il suo portfolio contiene siti simili al vostro? Ha poco senso comprare un servizio da un “esperto” che non abbia mai seguito prima un lavoro simile al vostro, per argomento, business model e dimensione.

Ha un’impresa/azienda sua? Sta già guadagnando dai motori di ricerca in qualche modo? Tipicamente un bravo SEO riesce ad avere ricavi anche senza tanti clienti che gli comprino consulenze e servizi.

Ha una reputazione? cosa si dice di lui in giro? Tipicamente mi fido poco di quelli sempre molto presenti a tutte le conferenze.

Ha un’immagine sociale online? In questo senso il profilo di Google+ ci aiuta a capire se questa persona ha un certo “seguito” o se ha appena iniziato il lavoro sulla sua immagine (attenzione… 1000 follower su google+ significano poco… piuttosto cerchiamo di capire chi sono le persone che commentano i suoi post: se sono altri tecnici, se sono clienti o semplicemente commenti finti fatti per convincere voi). Se fa 30 post al giorno su facebook o twitter invece inizierei a sospettare un po’ troppo tempo libero o demotivazione.

É libero? Un bravo SEO è di solito impegnato, c’è poco da dire. Se è molto bravo, riesce anche ad organizzare il lavoro di altri (ma in questo caso avrà aperto un’agenzia… ed i costi per voi triplicano come minimo…), in generale meglio parlarsi chiaro fin da subito, chiedete se ha tempo di lavorare al vostro progetto, chiedete quanto tempo potrebbe dedicare, e rendete chiari fin da subito i vostri obiettivi.

Sa fare tutto? Possibile che in fase di preventivo questa persona sappia fare tutto? Non c’è una zona in cui ammetta di aver bisogno di altri professionisti? Capire fin dove può arrivare questo SEO fa parte anche del tipo di rapporto che riuscirete a costruire.

4 Responses to “Come faccio a capire se il mio SEO è bravo?”

  1. Alessandro (comunicaresulweb)

    Interessanti considerazioni. Le condivido online!

  2. Fabio Schenone

    MI piace un sacco la scaletta temporale dei controlli, te la rubo citandoti appena posto qualcosa di simile 😉

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