I laghi di montagna sono il mio luogo totem. Posti dove sono stato da piccolo ed il cui ricordo oggi, è ancora nel profondo della memoria, legato a belle sensazioni. Passeggiate faticose, profumo dei cespugli di montagna e tanta soddisfazione dopo la fatica, arrivati al rifugio.

lagoni-parma

dopo la scarpinata e proprio lì, accanto al lago c’è un bar/ristorante. Dare ospitalità al cittadino della provincia di Parma che nei fine settimana prende l’auto per 60km e poi fa (se va bene) 1 Km a piedi, non è facile.

Per vivere in montagna ci vogliono le palle. Per fare ospitalità serve mestiere, perchè la ggente è viziata, annoiata e spesso già incattivita dalla vita. Che cosa succede quando questi due mondi entrano in contatto? Ovviamente… un commento su Tripadvisor:

commento-recensione-negativa-lagoni

A Corniglio, arriva internet. E dopo qualche mese dalla pubblicazione del commento negativo, l’oste del rifugio ha pensato di rispondere, come potete leggere sopra. Se lavori nell’unico locale sulla cima del monte, devi sperare che faccia bel tempo e che la gente sia motivata a ritrovare, per un giorno all’anno… la natura. I panini non ti fanno competizione, e rispondi con la libertà che la tua posizione ti concede, senza paura. Da questa risposta esce il tuo carattere, irriverente e bonaccione. Da questa risposta posso imparare tutto quello che mi manca: il rapporto tra personalità ed emozioni. Una cosa semplice da dire, il cui studio può impiegare una vita.

Si perché questo che vedete sopra… ha il primato di essere il primo commento (dopo migliaia che ho letto) ad avermi fatto cambiare realmente idea rispetto alla valutazione negativa che ha dato l’utente in prima battuta.

Mette in evidenza tutti i lati superficiali del commento, senza cercare di screditare, senza fare tentativi squallidi di “c’ho ragione io”. Il montanaro ha ragione, e basta. Poco conta se il voto medio di tripadvisor non ne terrà conto, io andrò in quel rifugio per parlare con quell’oste spavaldo, un po’ bullo e con la voglia di ridere.

le emozioni che legano passato e futuro

torniamo per un attimo a quello che so: a quanto capisco, il cervello funziona più o meno cosi:

ricordi-emozioni-verita

cioè, la cosa che guida maggiormente la nostra vita attuale è l’esperienza… che abbiamo imparato dai ricordi, i ricordi sono incisi con lo scalpello delle emozioni, e le emozioni arrivano facilmente in caso di fatica ed esperienze stressanti. Altra cosa importante, le emozioni sono nel presente, eppure ci collegano direttamente coi ricordi, anche se non ce ne rendiamo conto, influiranno anche nel nostro futuro.

da questa semplice dinamica possiamo capire cosa ci manca. Poche emozioni? forse hai fatto poca fatica. Pochi ricordi? forse hai avuto poche emozioni. Scelte fatte male? forse hai avuto poca esperienza ad aiutarti nelle scelte.

commento memorabile figa montanini salvini

impatti, orecchie per ascoltare e cosa scrivere?

commenti geniali e controversi come quelli di Montanini, quando sono fatti nel contesto giusto hanno impatti notevoli, con eco sia nei ricordi che nelle azioni future di tante persone.

Stavolta ho fatto un’introduzione più lunga del solito, e vedrete sarà ancora abbastanza lunga, perchè il concetto di cui vorrei parlare è banale. E’ già sotto gli occhi di tutti, è qualcosa che facciamo tutti i giorni, decine di volte.

commento

Questo piccolo commento, tra le altre cose, ha contribuito alla distribuzione delle sedie ergonomiche tra i disegnatori in Italia. Col sito di NerdGranny sono entrato in contatto con molti disegnatori di fumetti, che oggi usano sedie ergonomiche mentre sono a lavoro. E come hanno trovato la loro sedia? Cercando su google, qualcosa su misura, cercando per esempio “sedie per disegnatori”. E il mio sito è uscito su google grazie al semplice commento di beppe, che ha messo nella stessa frase i termini disegnatore e sedia ergonomica. Non tutti i disegnatori coi quali ho parlato hanno scelto la stessa sedia di cui si parla nel commento, ma tutti sono arrivati sullo stesso sito, e tutti hanno preso una decisione dopo aver letto NerdGranny.

tanta fatica… o un poco di verità?

Non c’è stato bisono di applicare un mestiere particolarmente arduo. E’ bastato:

  1. Avere qualcosa da raccontare (esperienze vere)
  2. Rispondere con sincerità e senza conflitto d’interesse

queste due cose banali, guardacaso sono difficili da applicare in azienda, dove tutto ciò che esce dal reparto comunicazione deve indorare la bandiera dei propri prodotti, dove non c’è spazio per parlare in modo obiettivo di un contesto che spesso comprende anche la concorrenza… e dove verità è una parola che brucia, e da fastidio. Eppure, dire un pochino di verità a volte è sufficiente per fare poca fatica, perchè la verità scatena in poco tempo le emozioni.

Fare un bel commento è quella singola azione che se fatta bene decreta il successo di qualsiasi attività di marketing, perchè pur essendo molto comune, è tremendamente difficile da mettere in pratica nel modo giusto e nel contesto adeguato.

Cosa serve per fare un bel commento?

Per fare un commento che abbia successo sia sui motori di ricerca e che possa portare con se un buon ricordo (che quindi porterà grande valore all’azienda connessa a quel ricordo), servono sicuramente questi ingredienti:

  1. personalità. Ciò che si legge tra le righe e l’impressione di massima che si ottiene leggendo alcuni commenti(non solo uno). E’ la cosa più difficile da far trasparire e che pure risulta la più utile soprattutto nella gestione dei commenti negativi.
  2. gentilezza? comprensione? professionalità? quante cazzate! conta il voto medio. Per capire il valore di un commento serve capire il contesto nel quale è stato scritto. Il contesto è un voto medio alto? (es. su una pagina di voti di tripadvisor… un commento negativo su un’azienda con tantissimi voti positivi avrà poco impatto nella scelta finale dell’utente). Il contesto del commento è un sito credibile? Il contesto del commento è una dichiarazione politica? Sarà molto difficile leggere commenti di risposta senza conflitto d’interessi.

Approfondimenti. cos’è la personalità?

Impariamola dai pastori:

  • L’immenso documentario dedicato a chi “scappa” dalla città e va a vivere nell’appennino: Gente d’Alpe (trailer, 4 minuti) . (versione completa qui, se avete 45 minuti da spendere)
  • Bello anche “storie di pastori“.
  • Kahnemann ha illustrato perfettamente come sia fondamentale per la generazione di un ricordo positivo o negativo il momento conclusivo di un’esperienza.
  • Claude Steiner ha spiegato perfettamente come la maggior parte della popolazione occidentale versi in uno stato di disabilità emozionale.

ROI? stocazzo!

Per togliere un po’ di valore a questo post, ho scelto di scrivere anche qualche parolaccia. Il linguaggio, è un contesto, e come tale influenza la vostra percezione. Io vorrei che non foste mai influenzati da nulla al di fuori della vostra percezione consapevole, eppure la vostra e la mia vita, sono l’esatto contrario. Siamo influenzati da molte variabili, il più delle quali difficilmente calcolabili. Esattamente come il ritorno d’investimento dato da un commento è difficile da calcolare eppure, ai corsi quando mi chiedete qual’è stata la chiave del successo del mio sito di recensioni? io ancora rispondo: “i commenti“. E vedo le facce delle persone diventare perplesse, sconfortate e indecise.

… il post non è finito, ma lo devo pubblicare altrimenti non lo pubblico mai. nei prossimi giorni sarà aggiornato circa 200 volte, quindi, se l’hai letto già tutto forse hai sprecato un po di tempo. ciao!! (note per me: devo mettere il link a commenti zero e questo vecchio post del 2011 che ritengo attualissimo).

Google ci vorrebbe tutti leader del nostro settore, ognuno bello, speciale ed originale… per avere l’imbarazzo della scelta. Mettere sotto processo chi scrive contenuti toglie l’attenzione da chi li mette in ordine di visibilità.

E se i contenuti contassero poco, sulla bilancia dell’algoritmo della visibilità?
E se il motore di ricerca non avesse idea di come distinguere tra un buon contenuto ed un contenuto il cui stile è buono?

il genere letterario dei furbetti

Senza sapere come, ho iniziato a scrivere come il lettore potrebbe cercare: dopo anni scrivendo a me stesso, avevo smesso per auto-sfinimento. Deluso dal silenzio che accompagnava le mie prime pubblicazioni. Nel 2006 ho incontrato Raffaele, che mi ha chiesto di fare 2 cose:

  1. studiare SEO
  2. studiare le persone che hanno bisogno dei nostri prodotti

Il punto di vista del pubblico dei motori di ricerca, è ristretto alla loro capacità immaginativa (puoi cercare solo ciò che puoi immaginare). Il nostro pubblico ha il paradosso della libreria invisibile, dove ciò che esiste è solo:

  • ciò che si trova
  • ciò che viene “sponsorizzato”

il problema della biblioteca invisibile

sacha sosno

Quando vuoi imparare qualcosa, cosa fai? O paghi l’esperto di turno o cerchi su internet, e:

  • cerchi su google (che essedo gratis può permettersi di sbagliare)
  • chiedi su facebook (un equivalente strano del “chiedere all’esperto”, con la differenza che dipende dalla qualità del network sociale a cui regaliamo il nostro tempo)
  • chiedi sui siti “verticali” (es. siti di Q&A, siti di annunci, forum, blog)

“Imparare” è una parola contenitore, ha più definizioni. Cumula in sè tanti significati, tanti usi, tante interpretazioni. L’istinto ci guida nell’utilizzare il “senso” della parola imparare più utile nel contesto in considerazione. Lo stesso istinto ti fa capire cosa significa “imparare”, tuttavia se vi chiedessi di dare la vostra definizione del termine, sarebbero tutte diverse l’una dall’altra (se volete fare un esperimento mandatemi una mail, o scrivere un commento con la vostra definizione).

Comunque, divagazioni a parte, diciamo che vuoi imparare questo qualcosa, e… Ti affacci sull’immensa mole di informazioni pubblicate: cosa troverai? Il brano piu completo? no. La migliore guida su ciò che vuoi imparare? forse no.

Ciò che invece leggerai è il brano col titolo più accattivante. Inoltre, dopo che hai trovato un contenuto “degno” di essere letto, il vero problema nel trovare informazioni adeguate sta sul tuo secondo click, quello di approfondimento e che dovrebbe aiutarti ad accedere all’informazione che ti manca.

siti come negozi e negozi come labirinti

Vi sarà capitato di non trovare qualcosa all’Ikea, e di uscire avendo comprato un oggetto inutile. In un certo senso, Ikea vi ha insegnato come si sta al mondo, mercificando i vostri desideri e soprattutto dando una forma ai vostri pensieri.

labirinto ikea

Il visitatore del sito internet quando arriva passando dal motore di ricerca si trova “catapultato” in un punto del nostro “negozio” e da lì, senza spiegazioni, deve trovare la sua strada d’uscita, possibilmente trovando qualcosa di valore prima di deprimersi, se ci sono vetrine e mappe per orientarsi, meglio, se non ci sono amen.

Ps: qui c’è lo studio completo sulle dinamiche di una visita in un grande negozio fisico.

Durante la sua visita, l’obiettivo del visitatore si è intersecato con gli obiettivi di chi scrive il sito?

Link di approfondimento

Leggendo un autorevole articolo su internet vorremmo fare 2 cose:

  • trovare subito ciò che ci serve
  • smettere di leggere il prima possibile

Ciò è possibile solo conoscendo in anticipo le “primitive” necessarie alla comprensione del brano, anche detti “concetti archetipici”. E’ difficile capire le intenzioni degli utenti, anche per Google: ha però un forte alleato dalla sua parte, i grandi numeri.

Secondo me il primo SEO della storia moderna è stato Dale Carnegie, col suo immenso “Come trattare gli altri e farseli amici” ha dato il via ad un nuovo genere letterario: scrivere per essere trovati.

Scrivere risolvendo una necessità dell’utente, oltre che utile ai motori di ricerca, è utile anche se si vuole ottenere traffico dai motori di ricerca. Su internet sono tempi duri per scrivere con una motivazione diversa dalla vendita. Martino potrebbe obiettare che al mondo ci sono cose impossibili da comunicare con l’alfabeto dell’economia, tutte queste cose sono diligentemente archiviate nella biblioteca invisibile.

Regole, punteggi e penalità

Le regole di Google sono mutevoli e spesso misteriose. I punteggi che ci assegna sono pubblici ma mutevoli, le penalità che da ai siti sono private, ma fanno scalpore.

Non potendo prevedere i cambi di questa cortina fumogena quando perdi di vista il tuo obiettivo, probabilmente il bersaglio sei tu. Google ti abbassa la posizione, perché conviene far salire altri siti al tuo posto.

Professionisti in “furbizia”?

Ogni tanto, ancora oggi, qualcuno scherzando mi chiama “il mago di google”, un po’ prendendomi in giro ed un po’ perché in fondo, nonostante il nostro lavoro abbia cambiato molti cappelli quell’alone di mistero che richiede di stemprare il discorso aggiungendo una battuta, ancora è rimasto. La realtà però è una sola:

Google prende tutti a pesci in faccia

La vera domanda facendo SEO è: come prendere pesci in faccia, con stile? I clienti si aspettano da noi che teniamo duro. Cadiamo e ci rialziamo e facciamo tutte quelle cose che ci rendono uomini degni di questo nome, eppure… prima o poi saremo dietro ad altri, inseguendo.

Per quanto tempo si possono prendere pesci in faccia da Google prima che il cliente cambi SEO? Questo ovviamente dipende dalla grandezza dei pesci, dalla forza con cui vengono tirati e dalla fiducia che viene riposta in noi. Un esempio pratico: prima di tornare a galla dopo una penalità possono servire anche mesi… questo tempo ci verrà pagato dal cliente? Avendo una penalità da qualche parte il sito sta perdendo ricavi…

pesce in faccia

Fiducia, pesci in faccia ed autostima sono 3 facce della stessa medaglia

A volte è importante cambiare strategia, altre volte dobbiamo studiare i competitor. Impariamo qualcosa da quei pochi segnali che abbiamo a disposizione, cerchiamo di replicare quelli migliori. A volte ci fermiamo a riflettere, ed in quel momento arriva un nuovo pesce in faccia. Quindi perché ci siamo fermati?

Cosa aspettavamo durante i rari momenti di silenzio, l’illuminazione forse, eppure sono arrivati solo loro, altri pesci.

tropppo pesce

In poco tempo la mole di pesce diventa troppa per una sola persona. Entrano in campo amici, gruppi d’aiuto, conoscenti, i corsi… forse anche gli psicologi e tutto questo è inutile senza che sia prima abilitato dalla fiducia, cioè reso credibile. Non importa guardare sullo schermo le righe di Analytics che si alzano o si abbassano, è importante sapere se chi ci parla ci racconta qualcosa di vero, qualcosa che è successo e del quale è stata capìta la causa, o almeno, la causa più probabile.

Il problema con le probabilità è che sono molto potenti all’interno delle teorie quantistiche, che hanno una capacità previsionale altissima. Il problema con le teorie quantistiche è che ad una prima lettura sembrano sempre una supercazzola.

La guida interiore del SEO

Dopo decine di guide seo, di lezioni, di domande tipo “cos’è sto seo?” e “ma quindi tu inganni google?” e persino 9 anni passati a fare praticamente solo ottimizzazione… è arrivata l’ora di svelarne l’ultimo trucco.

Non si tratta della combinazione semantica più alla moda, non è un link dalla home di google.com, non riguarda la ricerca degli intenti del navigatore, né riguarda la frequenza di rimbalzo, la notorietà del brand, non cambierebbe nulla pur avendo CTR 100% in SERP e soprattutto almeno questa volta, è alla portata di tutti.

Non lo insegnano all’Università (anche se ai corsi che terrò proverò a parlarne) e tutti i migliori SEO ne sono al corrente da sempre. Non servono particolari tools o strumenti seo, è una cosa che si fa anche senza esperienza, anche senza ottimizzare nulla.

fish seller

Trovare il generatore

In pochi sanno di avere un generatore d’emergenza. Al contrario di come sembrerebbe dal nome, non genera un’emergenza, bensì fa fronte ad una carenza d’energia: tipica situazione che si verifica in un momento grigio della vita, quando l’energia è già stata spesa in qualcosa che… ieri sembrava importante.

I momenti grigi arrivano anche quando si fallisce su più fronti contemporaneamente, ed il nostro buonsenso ci chiede di rivalutare il modo in cui troviamo soluzioni e risolviamo problemi.

rebus

In questi momenti prendiamo pesci in faccia come se piovesse pesce senza sosta (la famosa pioggia d’orata). Quando siamo sepolti vivi dal pesce, ci sono 2 cose da fare:

  1. mangiare sushi
  2. vendere sushi

cioé possiamo trarre profitto da ciò che ci è capitato casualmente, oppure possiamo cercare di farlo capitare ad altri, facendoci pagare.

E quando il pesce finisce? (cosa che tra l’altro sta succedendo in tutti gli oceani ed i mari a causa dell’inquinamento e della pesca intensiva ed a strascico).

Quando il pesce finisce bisogna mangiare i frutti di quello che abbiamo seminato l’anno scorso. E se l’anno scorso avete seminato male sarà difficile raccogliere qualcosa. E ora tenetevi forte perché se con la metafora del pesce e col link al Guardian avete iniziato a non capirci più nulla, col prossimo capitolo andremo oltre, servirà spegnere il giudizio.

e accendere il generatore d’emergenza

Ora ipotizziamo che sia il 31 dicembre. Avete trascorso un anno pèssimo, rincorrendo i vostri fantasmi, in compagnia di soli vizi e vanità. Vi sentite vuoti, e avreste voglia di farvi una solenne promessa per l’anno nuovo: mai più questo vizio, mai più questi indugi. Festeggiate gioiosamente la vostra promessa.

Diciamo che il vostro 31 dicembre è finito, e ora è arrivato il 1° gennaio. Che si fa? Da dove si riparte? Pulendo i resti della festa di ieri sera, o tornando a letto rimandando le promesse al 2 gennaio?

Pulire gli avanzi delle feste, specie quando sembrano feste altrui, è una di quelle sensazioni che rendono quasi impossbile accendere l’interruttore del nostro generatore d’emergenza. Nemmeno lo troviamo! È nascosto da tonnellate di spazzatura caotica, mettiamo in ordine un angolo di casa e ci sembra tutto come prima, è così tanto il caos rimasto. Pensare un metodo per ritrovare il filo dell’ordine sembra una follia. Questo perché la festa, per essere tale, deve dimenticare le regole dell’ordine, deve rompere ogni regola, deve farci bere fino a passare il limite e mangiare fino a quando il senso di sazietà è dimenticato ed il corpo ingurgita per pura gola, ed il limite della stanchezza è sostituito dalla presenza di adrenalina.

Mettere a posto un sito che tenta di vendere un prodotto mediocre usando html sporco, profilo di link inconsistente, contenuti minimi, struttura caotica… è proprio come mettere a posto casa dopo la festa, il giorno dopo.

Quella stessa adrenalina che ci fa vivere con intensità fino alle 3 del mattino, il giorno dopo sembra il cratere scavato da un asteroide.

  1. C’è chi per superare gli ostacoli del giorno delle promesse si riempie di altre promesse, fino a quando un giorno normale diventa così carico di aspettative da diventrare un giorno incredibile, a sua volta pieno di adrenalina.
  2. C’è chi acquisisce un metodo per “mettere poco in disordine” durante le feste, e chi addirittura evita le feste avendo paura di dover mettere a posto.
  3. C’è chi cambia casa piuttosto che rimettere in ordine.
  4. C’è chi non tocca nulla e si abitua a vivere nei resti della festa di ieri, che è diventata quella dell’altro ieri.
  5. C’è chi si fa pulire la casa da altri, e chi ha la donna delle pulizie.
  6. C’è chi scrive un libro sulle tecniche per mettere ordine in casa senza toccare mai scopa, spugna o paletta.
  7. C’è chi la sera prima ha meticolosamente etichettato ogni oggetto di casa con le coordinate per rimetterle nel posto giusto nel minor tempo possibile.
  8. C’è chi si sveglia con un pesce nel letto.
  9. C’è chi comincia bene ma quando viene disturbato perde il “filo”.
  10. C’è chi non va a letto fino a quando non ha messo a posto tutto, non ce la fa, crolla sul divano e si sveglia a mezzogiorno del 2 gennaio con mezza casa pulita e mezza sporca.
  11. C’è chi rimanda l’inizio delle pulizie aspettando “l’umore giusto”.
  12. C’è chi non si fa aiutare da nessuno e considera il fatto di mettere a posto come una punizione divina.

Igiene mentale, metodo, ordine: tutto si trasforma in una sequenza di azioni riassumibile in un’immagine:

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E se tutto fosse una metafora del lavoro, di certo non ci si “sveglia” senza prima aver trovato la propria “zona“. Quel luogo mitologico dove le cose si compiono e la mente ha il suo spazio per respirare (se ne parla anche in questo bel documentario).

e dove sta la “zona” nel SEO? Se c’è una materia caotica e misteriosa è proprio la SEO.

La macchina che impara… a predire il futuro

Nel 2009 gli zii di Google cercavano di insegnare al loro robottino un metodo intelligente, autonomo e scalabile di imparare. La grandezza del web sarebbe diventata un’importante risorsa, appena colmate le differenze semantiche presenti tra le varie lingue (e soprattutto il fatto di dare valore alla scarsità di link tra contenuti di diversa lingua). Risolti statisticamente i problemi di comunicazione tra razze, costruito l’acquario di test e registrato un brevetto sull’applicazione di modelli quantistici previsionali su cosa si parlerà nella prossima discussione (e molto altro che ignoro)… sembra ci resti solo da aspettare qualche anno, e poi finalmente avremo la risposta finale. La cosa interessante del futuro è che diventa facile da prevedere se riguarda le necessità degli esseri umani: sono le stesse da quando abbiamo iniziato a definirci uomini. Le necessità umane applicate ai singoli “settori” di interesse umano, quelle possono essere una sfida risolvibile con adeguati livelli di complessità analizzabili.

in conclusione: da spazzatura a risorsa

Il processo mentale che serve per accettare il pesce in faccia quotidiano e farlo diventare un pesce commestibile o tutto sommato vendibile è simile al processo della trasformazione dei rifiuti in risorse: tutti ne parlano, pochi lo sanno fare. Questo perché spesso la trasformazione richiede il coinvolgimento di settori adiacenti, nei quali si ha poca/nulla influenza.

L’ordine è un processo dinamico. Le persone ordinate sono costantemente in fase di “riordino”, e tipicamente non si sentono particolarmente ordinate, anche se dall’esterno lo sono, eccome. Mettere le mani sul sito di una persona ordinata è 100 volte più facile, sia per gli ottimizzatori che per i motori di ricerca.

E non preoccuparti: ogni 3 pesci in faccia, almeno UNO è commestibile.

in natura gli animali mangiano quando trovano cibo, il senso di sazietà, il senso di fame e gli stimoli fanno parte dell’istinto e funzionano. Dice Bøckman che non esistono animali selvatici con problemi di obesità. In compenso, esistono molti animali domestici con problemi di obesità. Questo perchè nel modo di vivere dell’uomo ultimamente c’è una certa tendenza all’ignorare gli stimoli naturali dando ascolto a stimoli commerciali indotti dal mercato e dallo stile di vita moderno.

Eugenio mi diceva di aver paura ad usare le soft skill in comunicazione tra colleghi perchè teme di essere ipocrita. Soft Skill (cioè le doti comunicative) si imparano col tempo e con l’esperienza. Le Hard Skill (conoscenze tecniche e pratiche) si imparano più velocemente, ma l’evoluzione della tecnologia rende presto obsoleto il nostro apprendimento. Col risultato che anche nel SEO serve imparare molto altro rispetto ad H1, link e intento dell’utente.

questo è un grafico di quello che si aspettano gli addetti HR quando assumono figure junior e figure senior.

hard-skill-soft-skill

quest’altro è quello che succede in realtà.

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Cioè una Soft Skill applicata male (magari da un junior) lo fa apparire agli occhi dei colleghi falso ed egoista, la stessa soft skill usata con maestria da un senior lo fa apparire altruista e magari anche un buon capo. Il manager è falso ma ottiene successi ed il junior è sincero ma viene allontanato dai colleghi? Rispondiamo a questa domanda facendo un passo indietro.

vecchia-pubblicita-buitoniA tavola con la bimba (Camilla ha 2 anni e mezzo ora che scrivo) è stato ed è essenziale avere alcune regole. Non si mangia fuori pasto, a tavola si mangia tutti assieme, tutti si mangia quello che c’è sul tavolo e non si chiedono extra dal frigo. Siccome tutti rispettiamo queste semplici regole, la bimba è cresciuta in un contesto in cui il vizio, il capriccio o i piagnistei a tavola non esistevano. Grazie all’autosvezzamento ha avuto da subito la possibilità di scegliere cosa mangiare e soprattutto, di non dimenticare gli stimoli della fame e del gusto. In compenso, in questo periodo guardando la pubblicità in TV, a volte mi chiede “papà voglio mangiare prosciutto” anche se siamo fuori pasto, e fuori contesto rispetto alle nostre regole. E’ in questo momento che credo sia importante tenere duro, e dare uno standard comportamentale. Poi quando sarà grande potrà decidere se fare eccezioni o se prendersi vizi. in questo momento però credo abbia bisogno di una guida.

nei rapporti tra le persone è così. ci sono standard comportamentali, della gentilezza, del buon senso, del rispetto altrui ecc… che fanno sì che chiedendo un piacere ad un collega amico si ottengano spesso lavori migliori rispetto a quelli che ha un capo iroso che comanda senza rispettare la dignità altrui. Chiedere con gentilezza ed usare gli aggettivi adeguati nel lavoro coi colleghi non è ipocrisia, ma è comunque manipolazione di quella nostra parte istintiva che quando vede un lavoro di merda vorrebbe poter dire “questo lavoro fa cagare!“. Invece bisogna girarci attorno, far valere vari punti di vista, chiedere per piacere, insomma, quello che alle risorse umane riassumono con “soft skills”, tutto questo e molto altro evitando di rompere il delicato equilibrio dei rapporti interpersonali, governati dall’autostima e dall’autorevolezza (oltre che dalle figure di merda).

Tornando alla metafora del cibo (sopra potete vedere una vecchia pubblicità che ho trovato ad una mostra sulla vecchia pubblicità, che faceva leva sul misterioso Acido Glutamico, potente attivatore dell’intelligenza) Acido Glutammico sì, ma con moderazione? Uccido il mio istinto e divento obeso? Soft Skills si, ma con moderazione? Il problema è che le soft skill comprendono appunto anche la moderazione stessa e la comprensione del contesto nel quale si comunica. In alcuni casi un messaggio diretto può arrivare a segno, altre volte lo stesso messaggio diretto può causarci ostacoli a non finire, tutto dipende da “come la prendono i colleghi” e cioè da come la diciamo, e da quali aggettivi usiamo per definire i problemi.

Capire dove arrivi l’istinto e dove arrivi la voglia di successo di un individuo è un’impresa ostica. Mentre nella fame l’istinto è abbastanza facile da ascoltare, nei rapporti interpersonali la coscienza viene annebbiata dalla voglia di prevalere, e a volte scambiamo per sincerità una semplice arroganza.

Sempre ieri, e sempre Eugenio, mi ha chiesto “come fai ad essere sempre così positivo?“. La mia risposta istintiva è stata “non sono positivo, anzi…” però l’ho solo pensato, non l’ho detto. Ho invece detto “gioco molto ai videogiochi“, ho quindi accettato il complimento ed ho dato qualcosa su cui riflettere (nella fattispecie questo fantastico editoriale di Stefano Silvestri) perché alla fine, accettare il ruolo che gli altri ci danno fa parte del gioco. Crearci il nostro ruolo su misura invece, sarebbe un bel progetto per questo 2015, che ne dite?

Anche se questa parola “master” non mi piace perché sembra sempre ci siano chissà quali magie da insegnare e poi alla fine è sempre sinonimo di “corso molto costoso”, mi hanno chiamato per qualche docenza e così ho accettato cercando di portare il meglio che posso.

Università Cattolica Milano – IdeaProgramme

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Da aprile 2015 tengo la classe SEO al Master “IDEA” Innovation Digital Technology Entrepreneurship and Advanced Internationalization tenuto dall’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano in collaborazione con Accenture (di seguito le slide della lezione introduttiva)

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