Quando un sito è scritto per dare informazioni ai suoi visitatori, ne attrae di nuovi. Analizziamo la provenienza e la tipologia dei visitatori del nostro sito, prima di iniziare a scrivere i testi di ottimizzazione che ci serviranno per il posizionamento SEO sui motori di ricerca:

Lo spettro dei visitatori

  • organico (google+msn+yahoo)
  • adwords (PPC)
  • di ritorno
  • diretti
  • altri referer
visitatori senza ottimizzazione seo

La provenienza dei visitatori prima di una campagna di ottimizzazione SEO mentre si sta investendo per l’acquisto di parole chiave PPC.

visitatori organico dopo progetto seo

La provenienza dei visitatori dai motori di ricerca aumenta dopo l’ottimizzazione SEO e il progetto di aumento organico.

i risultati sulle visite dai motori di ricerca durante 6 mesi di ottimizzazione corretta sono di questo tipo:

progetto campagna seo
  • aumento dei visitatori totali
  • aumento dei visitatori da chiavi di ricerca performanti per le vendite
  • diminuzione dei visitatori pagati sui circuiti Pay Per Click (diminuzione della spesa per l’acquisto di parole chiave)

In arancio vediamo il traffico a pagamento Pay Per Click di Google Adwords, e in verde vediamo la provenienza dei visitatori da organico (non pagati). L’investimento di AdWords viene gradualmente ridotto con l’aumentare delle performance di posizionamento del sito internet.

i vistatori provenienti da motori di ricerca (sia organico che ppc) arrivano tramite keywords e sequenze di keywords. E’ essenziale verificare la qualità delle keyword che generano visite per scrivere contenuti adeguati e performanti nei posizionamenti.

The common Long Tail speech

Ogni persona ragiona in un modo sottilmente differente dalle altre. La gamma dei pensieri delle persone viene rispecchiata nell’utilizzo di parole chiave e frasi chiave (cioè keywords composte) per l’accesso alle informazioni tramite i motori di ricerca. La distribuzione della popolarità delle parole chiave disegna una curva di tipo logaritmico. Nella parte a sinistra della curva stanno le parole chiave che più comunemente rappresentano una necessità (esempio: se sto cercando una sedia cerco “sedia”).
Nella parte destra della curva stanno tutte le parole chiave composite (che assomigliano a frasi) che descrivono in dettaglio le necessità cercate: esempio, se mi fa male la schiena per le troppe ore davanti al computer cerco una “sedia per mal di schiena”.

distribuzione keyword efficaci (coda lunga)
La sfida per il sito internet è incontrare la necessità dei suoi lettori, con le parole dei lettori. Nel caso in cui abbiamo cercato “gatto perdita pelo e poco appetito” se come primo risultato troviamo un sito che descrive lo stato di salute di un gatto che sta perdendo pelo e non mangia più, probabilmente cliccheremo quel risultato, interessati.
I motori di ricerca assegnano una pertinenza ad ognuna delle nostre pagine sulla base di famiglie semantiche di keywords.

Il numero totale degli accessi quando si lavora per ottimizzare un sito, supera di gran lunga i soli accessi fatti con keyword singole e con le frasi dall’uso più comune. Nella ricerca delle keyword più efficaci sulle quali ottimizzare i testi si mettono in pratica varie tecniche per utilizzare parole chiavi combinate tra loro piuttosto che i soli riferimenti “scontati” alle parole chiave.

distribuzione keyword efficaci (coda lunga)

Analizzando le possibilità di ogni famiglia di parola chiave, andremo a distribuire le parole chiave costruendo un sito internet frammentato, in cui ogni pagina avrà un argomento specifico.
Un esempio di sito performante è wikipedia (ultra specifico, link interni fittissimi e pertinenti, ottimi link esterni).

risultati seo primo anno

Ascoltando e analizzando le necessità che i nostri visitatori ci comunicano tramite le parole chiave entro sei mesi tipicamente si può notare un incremento della quantità di traffico e coerente diminuzione delle frequenze di rimbalzo (cioè aumento dell’indice di gradimento dei nostri contenuti).

Lo schema tipico del sito SEO

I siti SEO tipicamente hanno una homepage intesa come aggregatore di contenuti che poi vengono approfonditi in ognuna delle tante landing page, ognuna delle quali avrà una “colorazione” semantica che la ottimizzerà verso una o più famiglie ristrette di keywords.
Ogni landing page sarà un punto di riferimento con un link univoco, che servirà per il passaparola degli utenti nel caso trovino contenuti interessanti per loro. Il Permalink (link univoco) conterrà keyword relative all’ obiettivo di ogni singola pagina.

Linking e contenuti

I motori di ricerca assegnano i valori di pertinenza dopo l’analisi:

  • dei contenuti
  • dei link che dall’esterno puntano al nostro sito
  • dei link interni al nostro sito
  • attendibilità della fonte (trust rank)

Ogni pagina andrà a comporre una sequenza di canalizzazione che tenderà a portare gli utenti verso le nostre pagine obiettivo. Lo studio costante dei processi di conversione verso le pagine obiettivo, è il nostro metodo:

Punto chiave 1: la stretegia senza pace

Ottimizzazione per ipotesi

Prima stesura dei conenuti, scritti sulla base dell’analisi iniziale.
Varo del sito, inizio registrazione di dati sulle performance delle keywords, rimbalzi delle pagine, conversione delle pagine.

Ottimizzazione sui dati

Si ottimizzano le pagine internet non in funzione degli obiettivi iniziali di ognuna, ma bensi per quelli che sono i risultati che ogni pagina ha dato. Sono i motori di ricerca a decidere la pertinenza delle pagine, non gli editori (noi).
Il nostro compito sarà ri-editare ogni contenuto sulla base dell’ottimizzazione verso i risultati che ogni pagina dimostra di poter ottenere in potenzialità (dal 22 esimo posto… al 15esimo… al 8 e cosi via fino alle prime posizioni della pagina dei risultati).
Sulla base dello studio sui dati, andrà a delinearsi la rete dei link interni al sito, che precisano i significati delle pagine dal punto di vista del motore di ricerca e dell’utente.
Il processo di ottimizzazione è continuo nel tempo e non ha preconcetti. Le pagine che non sono pertinenti e non danno risultati vengono modificate, spostate o eliminate dall’indice del sito per assecondare i ranking dei motori di ricerca.

Punto chiave 2: inseguire i motori di ricerca che inseguono gli utenti

Per definire una pertinenza per le pagine più performanti, andremo a costuire una rete di link esterni, iniettando i nostri contenuti nel tessuto dei network sociali, directory e advertising virale.
La fotografia in tempo reale della struttura flessibile del sito è definita con una sitemap, che viene generata dinamicamente alla modifica di ogni pagina e che comunica ai motori di ricerca le ultime parti aggiornate del sito.

Punto chiave 3: i risultati del team

I risultati del traffico totale del sito possono essere rispecchiati anche dalle performance di alcune keyword comuni, che dopo l’analisi SEO verranno definite con una percentuale di conversione agli obiettivi.

L’ottimizzazione viene eseguita sulle keyword che si dimostrano maggiormente performanti, nel caso dell’esperienza passata del team controlla qui gli ultimi risultati del team SEO raggiunti e tuttora ricercabili con successo.

Punto chiave 4: analisi delle keyword performanti per gli obiettivi aziendali

Dobbiamo capire come cercano i nostri clienti, quali parole utilizzano per cercare e costruire la campagna di ottimizzazione sulla base delle parole chiave che più facilmente portano visite sul sito.

Le tre passioni dell’ottimizzazione (metodi e strumenti):

  • fase di setup
  • fase di mantenimento
  • linking

La costruzione della struttura semantica, organizzazione dei contenuti, spazi per gli utenti

  • creazione del cms dedicato
  • codice xhtml accessibile
  • struttura di linking interna
  • struttura a categorie per navigazione alternativa
  • aree interattive con commenti moderati
  • aree libere con commenti moderati a posteriori
  • gallerie di immagini
  • costruzione dinamica della sitemap

linking prima parte:

  • segnalazione della sitemap ai motori di ricerca,
  • iscrizione a webmaster tools (goo + msn live)
  • iscrizione a sitexplorer (yah)
  • segnalazione alle directory dedicate (dmoz, stumbleupon, delicious, digg, magnolia, reddit, propeller, indipad, google bookmarks, technorati, furl, mixx, squidoo)

linking seconda parte:

  • costruzione di strumenti virali per la distribuzione dei link al sit:, plugins, widget e gadget per i siti.
  • presenza nelle community già esistenti (facebook, myspace, blogger, splinder, tumblr, flickr, wordpress)
  • strumenti per la diffusione delle notizie (social bookmarking)
  • motore di ricerca interno

Il mantenimento del ranking

Sulla base dei dati di Webmaster Tools vengono ricavate le classifiche interne delle keyword potenziali sulle quali ottimizzare. Scelte le parole chiave interessanti si controlla la pagina di atterraggio interna al sito, e si controlla il rendimento dell’estratto di pagina visualizzato sul motore di ricerca.

Si modifica il testo cercando la riedizione migliore per l’appetibilità del messaggio verso il pubblico del motore di ricerca rispetto ai risultati proposti dai competitor per ogni parola chiave, non dimenticando la fruibilità per il pubblico che sta leggendo dall’interno del sito.
Vengono stilate le classifiche effettive dei rendimenti delle singole pagine, e creati casi di successo e casi di fallimento.

Si analizza la frequenza delle parole chiave nei casi di successo e li si confronta con i casi di fallimento per ogni landing page performante e per ogni risultato accettabile in termini di afflusso di visitatori.
Si rifà da capo per ogni parola chiave, tutti i giorni ;-)

Riassunto degli strumenti software

Social bookmarking
Google Adwords
Google Adwords Keyword suggestion
Google Analytics
Google webmaster tools
Google bookmarks
Yahoo site explorers
MSN webmaster tools
SeoQuake keyword frequency
All in one SEO pack (wordpress)
Google preview firefox plugin
Firebug firefox plugin

Obiettivi: dare servizi, aggregare persone, contenuti

widgets
advertising sociale: giornalismo bottom up (blogging) sulla sostenibilità dell’azienda e sulle sue iniziative ecologiche, ambientali, culturali.

I casi di esempio delle aziende aperte che pubblicano i dati sull’inquinamento prodotto e sulle contromisure prese (ad esempio DreamHost che ha creato una strategia di passaparola basata sulla sostenibilità ambientale)
studio del packaging ecologico
studio degli ingredienti (bio, normali e eco)
studio sulla sostenibilità economica in base all’impatto ambientale

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