Analytics per SEO, finalmente

Una settimana da nerd delle statistiche.

Analytics real time

mi sono iscritto alla beta (potete iscrivervi qui) e oggi finalmente mel’hanno attivato. Spettacolare e abbastanza inutile (per ora). Pare che con la versione Premium di analytics (al modico costo di 150.000$ dollari l’anno) si potrà anche allargare l’orizzonte temporale, una questione di radicale importanza per tutti i fan del goatse ai quali non basterà la versione Premium.

Analytics + WebMaster Tools

La svolta annunciata è finalmente attiva per la nuova versione di Analytics, che da ieri contiene anche i dati di impression e parole chiave posizionate su Google, dati prelevati dal pannello di WebMaster Tools, seppure con limiti massivi sul numero di dimensioni secondarie applicabili per ora (per esempio non posso fare il pivot tra parole chiave e landing pages).

Gli sviluppi del web saranno impressionanti, servità molta più consapevolezza da parte dei nostri insegnanti.

Tra intelligenza emotiva e grandi moli di dati (e niente ricerca sociale per ora)

Nonostante il titolo completamente “off news” la novità di oggi è che Daniel Russel (uno degli scienziati che a Google studiano il modo in cui noi poveri umani cerchiamo) ci introduce la nuova funzionalità di Google per scremare la pagina dei risultati (SERP) sulla base della complessità del linguaggio utilizzato, che con l’aggiunta di un po’ di neolingua e “messa nei panni altrui” han deciso di chiamare “reading level”.

Dopo l’annuncio di dicembre sulla possibilità di capire il “sentiment” Google ci fa intravedere la punta dell’iceberg delle possibilità attuali offerte dalla comprensione “per le macchine” che la semantica applicata alla statistica offrono. E pensare che devo ancora trovare uno strumento per guardare e capire le moli di dati imposte dagli studi sulle code lunghe di parole chiave in ingresso su siti internet commerciali (e-commerce)… gli strumenti di Google continuano a farmi gola lasciandomi insoddisfatto (per chi si è perso gli ultimi 6 mesi di questo blog: mi piacerebbe vedere API per esportare i loro dati e i loro punti di vista secondo le filosofie linked open data). Ah! Se solo avessi la lucidità per studiarmi il blog di Avinash!

Anche se per ora il calcolo proposto nella catalogazione dei livelli di difficoltà sembra ricordare da vicino il semplice conteggio del numero di parole “tecniche” e relative somme delle presenze di parole “poco comuni”, le domande mi partono a raffica. Quand’è che il Google ci insegnerà a capire quanta intelligenza è stata messa in un testo? E quanta emotività? Per ora sembra ci si debba limitare a supporre, e come sappiamo tutti, non si può.

E dove stanno gli open data oggi?

E quando li vedremo tra i risultati delle ricerche? Si questo paragrafo sugli open data non centrava molto col resto del post.

I motori di ricerca sociali

che le menzioni pubbliche di Facebook facessero parte dei segnali di Google lo sappiamo da almeno 3 mesi, che la ricerca sociale sia una realtà lo sappiamo da almeno 3 anni, eppure Arrington s’inventa palle sui pericoli in agguato.

Ricerca su facebook e Twitter

Ci voleva una terza parte per fare un motore di ricerca per i post su facebook? a quanto pare si!

  • Social Searching permette (da loggati) di cercare tra i messaggi propri e degli amici.

11 Analisi SEO per siti web

Ecco una mini guida SEO per analizzare il vostro sito internet e capire velocemente se è già a un buon punto per il posizionamento sui motori di ricerca. Se non hai tempo per farlo tu, chiedi un’analisi SEO da parte di un tecnico specializzato nell’ottimizzazione :)

  1. hai molti contenuti testuali? (Adobe Flash, immagini e contenuti Javascript non valgono!)
  2. hai le parole chiave del tuo settore nel menù del tuo sito? (è meglio avere sezioni dedicate all’argomento di cui volete trattare. Esempio: se vendete sedie ergonomiche, non intitolate la sezione “i nostri prodotti”, è meglio “le nostre sedie“)
  3. hai le parole chiave importanti nei titoli delle pagine web?
  4. hai le parole chiave importanti nei titoli dei paragrafi testuali?
  5. hai fatto leggere i tuoi testi a un non esperto del tuo settore? Ha capito di cosa si sta parlando dopo le prime 10 parole di ogni paragrafo?
  6. hai un dominio autorevole e registrato da molto tempo? (vecchio è bello!)
  7. hai una strategia di linking? (questo lo approfondiamo meglio nelle prossime settimane, io per esempio offro una serie di servizi SEO gratuiti per farmi ricordare dai visitatori!)
  8. hai controllato quali pagine del tuo sito sono già presenti nell’indice di Google? (si fa con il comando [site:www.nomesito.com] )
  9. ti sei iscritto a Webmaster Tools di Google? Verifica con quali parole chiave mediamente ottieni già un buon risultato di posizionamento
  10. analizzi le principali parole chiave d’accesso del tuo sito usando Google Analytics ogni settimana?
  11. produci nuovi contenuti originali per queste parole chiave ogni mese?

e in fine… hai chiesto al nostro analista SEO un’analisi SEO gratuita sul tuo sito? Spero che questa piccola guida sulle analisi SEO base possa esserti utile! Leggi anche:

Zero Feedback e Zero Commenti. Il prezzo del silenzio: iniziare il SEO Marketing su internet e come aumentare i visitatori

Apri un blog, hai grandi speranze e inizi però come tutti, da Zero Commenti e zero Feedback. Gli Zero Commenti sono una “livella” come la definiva Totò, che arriva istantanea appena clicchi “invia” per pubblicare il tuo primo articolo o post.

La differenza tra lavorare dal “vivo” e farlo accanto al computer è il tempo di arrivo della livella, dal vivo se spari cazzate vedi la faccia della persona che hai di fronte, sul web se spari cazzate vedi solo Zero Commenti, che è anche la stessa risposta che hai quando scrivi una cosa di grande valore che nessuno ha ancora letto. L’arco di tempo per cui rimane il “Zero Commenti” potrebbe darti qualche avvertimento sulle importanti che potresti fare, oltre a chiederti ovviamente se hai scritto qualcosa di valore.

Sia per gli analisti che per chi costruisce il proprio sito internet senza troppe pretese, capire come si guarda una statistica delle visite è essenziale. Ma come si capisce  qualcosa da una statistica con zero visitatori? E cosa si capisce analizzando una serie di apparenti fallimenti?

Su internet ogni segnale è un messaggio da capire bene, anche l’assenza di messaggi è in realtà un messaggio molto chiaro. Come faccio a decidere una strategia per aumentare la popolarità del mio sito internet? Come inizio il mio marketing SEO se non ho ancora un solo visitatore? Ecco alcuni indizi per capire dei segnali chiarissimi anche quando non si ha nessun segnale.

Zero feedback. la non risposta è una risposta molto chiara.

1- L’ assenza visite è una risposta

domande da porsi per migliorare: il mio sito è visibile sul web? è indicizzato dagli spiders? Il mio codice html contiene errori? Il mio sito viene visualizzato correttamente da tutti i browsers e dai cellulari?

2- Poche visite sono una risposta

Domande da porsi: il mio sito è interessante? Di quali argomenti importanti so parlare solo io? I miei argomenti migliori sono chiaramente trovabili anche dalla home page?

3- La presenza discreta di visite su contenuti specifici è una risposta

Sto scrivendo abbastanza dei miei argomenti migliori? Offro una varietà di articoli diversi per ogni tipologia di utente? Significa che dobbiamo scrivere di più di quello in cui abbiamo già oggi successo

4- La presenza di visite indifferenziata su tutto un sito è una risposta

Significa che dobbiamo cercare i punti deboli nel nostro sito. Quali sono le pagine meno visitate del mio sito? Perchè non le calcola nessuno? Sto usando parole di settore in articoli specifici o le uso su tutto il sito senza differenziare il mio linguaggio?

5- Le prime richieste di preventivo sono una sfida

a cui è sempre difficile rispondere. Ognuno si aspetta qualcosa di diverso, cosa faccio per capire di cosa hanno bisogno i miei visitatori? Ho qualche pagina di richiesta preventivo specifica a seconda dei settori di cui mi occupo?

6- La prima vendita col tuo sito internet

è solo l’inizio. Poi esisterà la pubblicità. Solo dopo che hai fatto la tua prima vendita  da solo, ha senso pensare alla pubblicità (Adwords, Facebook, ecc).

7- La non risposta delle visite alle campagne pubblicitarie è una risposta

Significa che non hai ascoltato bene le necessità dei tuoi utenti, e non stai proponendo soluzioni adeguate a problemi noti, o non stai cercando persone coi problemi nel posto giusto. Domande: dove stanno i miei utenti? Cosa gli propongo di interessante? Perchè dovrebbero cliccare sui miei annunci pubblicitari? Quando arrivano sul mio sito che cosa gli do di particolare, unico?

Ogni volta che guardiamo una statistica dobbiamo cercare i punti strani, le zone di anomalia, perchè in un momento particolare del giorno ho ricevuto tante visite? perchè ne ho ricevute pochissime? Che cosa genera anomalie nei flussi di ingresso? Quanti e quali contenuti nuovi posso aggiungere al mio sito?

Spero che le mie domande vi abbiano ispirato qualche idea per i prossimi piani futuri e per le vostre strategie SEO.