SEO in prima pagina

Lo sapete che questo sito è ancora in prima pagina cercando “SEO” su Google? Non trovate ci sia qualche discrepanza tra l’algoritmo e i risultati di cui la gente è davvero soddisfatta? Non ho tempo per pubblicare i bellissimi post che ho in draft, le consulenze spingono e perdo clienti che non riesco a seguire… sempre per questo benedetto tempo.

Non pensavo che sarebbe diventato importante anche scegliere i clienti giusti coi quali lavorare, per riuscire ad ottenere prime pagine senza perdere troppo tempo in sterili compromessi.

Tempo online che sto canalizzando verso progetti che mi danno molta soddisfazione (tipo il blog sugli opendata) o aziende che pagano bene… e così non resta molto da dedicare alle vecchie glorie, tra cui questo poderoso dominio che, seppure lasciato da solo e senza aggiornamenti ancora mena le mani sulla prima pagina. E voi? Non siete scandalizzati da questi risultati che sembrano scritti sulla pietra? Sarebbe ora di dare spazio ai giovani! Vero?

L’autorevolezza non si fa in due giorni, eppure ci sarebbero decine di siti ben più degni di questo per la prima pagina di Google.

Proponeteli nei commenti, con la motivazione.

*il quadro nella foto è di uno dei miei pittori preferiti: Manlio Manvati

Aggiornamenti: domande di Google e risposte di un SEO

Nel mondo delle parole chiave le mode vanno ad onde, internet è grande come l’oceano, e nei posti periferici come la nostra cara Italia le onde arrivano anche con mesi di ritardo. E’ il caso di Panda, il troppo discusso aggiornamento di qualità, per il quale Google ha già rilasciato una serie di consigli adatti agli “umani” un po’ difficili da digerire per chi vuole scrivere codice che venga letto dai robots.

Slide n°25 dell’intervento “filosofia SEO” al SEOTraining 2011

le domande per umani, di google

  • Ritenete attendibili le informazioni presentate nell’articolo?
    – questa è la domanda più importante e giustamente la fanno per prima, rimando direttamente alle WebCredibility slides di Daniel Russel che ne sa molto più di me.
  • L’articolo è stato scritto da un esperto o un appassionato che conosce bene l’argomento, o è più superficiale?
    – un’idea è sicuramente il rel=author di recente implementazione, poi iniziamo a spiegare l’uso dei termini rari.
  • Il sito contiene articoli duplicati, che si accavallano o sono ridondanti in merito ad argomenti uguali o simili, solo con parole chiave leggermente diverse?
    – questa è prettamente tecnica, iniziamo col mettere in “index, no-follow” tutte le pagine di categorie e tag duplicati dei nostri blog.
  • Fornireste tranquillamente i dati della vostra carta di credito su questo sito?
    – di questa ne parliamo… c’è molto da discutere.
  • L’articolo contiene errori ortografici, stilistici o false informazioni? Gli argomenti sono basati sui reali interessi dei lettori del sito oppure il sito genera i contenuti in base ai presunti argomenti che potrebbero ottenere un buon posizionamento nei motori di ricerca?
    – questa si risponde quasi da sola, in ogni caso iniziamo a spiegare cos’è uno scraper e perchè stanno molto antipatici.
  • L’articolo fornisce contenuti o informazioni, rapporti, ricerche o analisi originali?
    – idem.
  • La pagina in questione è molto più utile rispetto alle altre pagine visualizzate nei risultati di ricerca?
    – su questa facciamo qualche esempio pratico, che valgono di più di tante parole.
  • In che misura viene controllata la qualità dei contenuti?
    – questa è una domanda che vale per chi ha una redazione, anche sui piccoli comunque possiamo fare una certa revisione delle cappelle, quando ricordiamo dove le avevamo fatte…
  • L’articolo tratta entrambi i punti di vista in merito a una notizia?
    – in questa ci rifacciamo direttamente al NPOV di wikipedia (che speriamo tenga duro btw).
  • Il sito è considerato un’autorità riconosciuta in merito all’argomento che tratta?
    – e qui iniziamo a menarla col link building, passando anche per il riconoscimento delle menzioni offline.
  • I contenuti sono generati in serie o assegnati a molti autori diversi, oppure distribuiti su una vasta rete di siti cosicché singole pagine o siti non ricevano molta attenzione o cura?
    – qui non ho capito bene a cosa si riferiscano, probabilmente la passerò ad altri se nel frattempo non riesco a studiare e capire meglio cosa intendono.
  • L’articolo è stato scritto bene o sembra essere stato redatto senza alcuna cura o in modo sbrigativo?
    – mi fa ridere il “sembra”, comunque anche questa si risponde da sola… o quasi, vediamo se ci sarà anche qualche copywriter in linea passo la parola volentieri.
  • Relativamente a una query sulla salute, vi fidereste delle informazioni fornite dal sito?
    – ecco questa è la mia seconda domanda preferita, un’ottima scusa per passare una buona mezz’ora a chiedersi perchè “alfemminile” appaia ovunque e in ogni circostanza.
  • Considerereste il sito una fonte autorevole nel momento in cui viene nominato?
    – qui sostanzialmente si tratta di riconoscere entità offline, ma anche parlare di link autorevoli ci sta
  • L’articolo fornisce una descrizione completa dell’argomento?
    – questa è bella, citerò ancora wikipedia probabilmente, ma anche nerdgranny (che è il mio sito d’esempio per quasi tutti i corsi ormai)
  • L’articolo contiene un’analisi dettagliata o informazioni interessanti che non siano ovvie?
    – anche questa è bella, se davvero sanno riconoscere questi dettagli non mi spiego davvero molti forum tra le prime posizioni, eppure mi spiego il perchè di tanti forum di nicchia o mailing list ancora in serp, mi piacerebbe parlare di ecologia dell’informazione in questo caso.
  • Si tratta del tipo di pagina che aggiungereste ai segnalibri, condividereste con un amico o consigliereste?
    – questa è bella e facile da capire, però è più difficile da implementare. Ed è qui che entra finalmente in campo il real time e l’aggiornamento delle risorse online.
  • Nell’articolo ci sono troppi annunci che distolgono l’attenzione dai contenuti principali o interferiscono con essi?
    – togli il 18° riquadro adsense per piacere.
  • Vi aspettereste di trovare l’articolo in una rivista, un’enciclopedia o un libro cartacei?
    – anche questa si riferisce al mondo offline, a mio parere sopravvalutato.
  • Gli articoli sono corti, inconsistenti o comunque privi di informazioni specifiche utili?
    – se vedo scomparire anche solo uno dei 100 aggregatori che mi copiano gli snippet dall’RSS prometto che faccio un post ad hoc per ringraziare panda.
  • Le pagine sono realizzate con estrema cura e attenzione per i dettagli o non lo sono affatto?
    – questa è un duplicato, come al test di psicologia che facevano fare ai 3 giorni di leva.
  • Gli utenti si lamenterebbero trovando pagine provenienti da questo sito?
    – e chiudiamo in bellezza con una bella banalità che punta sul senso di colpa dei webmaster, ci rivedremo tra un mesetto forse con la google religion… (questa era un’anticipazione che si meritano tutti quelli arrivati a leggere fino a questo punto)

(domande tratte dal post ufficiale su google blog in grassetto, sotto le mie risposte che preannunciano quello di cui abbiamo parlato al webinar).