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sentimentLa novità dell’anno è confermata da Google Blog: l’analisi del sentiment è già tra i risultati, e Google “capisce” se il parere di chi scrive è positivo o negativo riguardo all’oggetto della discussione.

Io invece non capisco se decideranno di togliere rilevanza ai contenuti dei Troll che mal-recensiscono prodotti solo per aumentare i ClickTrough “istintivi” in SERP.

Di certo Google sostiene di poter sgamare le campagne denigratorie di chi va in cerca di link generati da uno scandalo costruito appositamente. E se fai il cattivo Google ti punisce perchè fai male al business di tutti.

Per chi non mastica nel settore: l’analisi del sentiment sono in tanti a farla già da tempo, tipo

  • web distilled legge il sentiment dei social network da un anno e passa
  • truthy capisce se gli account di twitter sono stati creati apposta per spammare (e lo disegna in modo che anche tu lo possa capire)
  • mia nonna la mattina capisce il mio sentiment nei primi 10 secondi solo guardandomi in faccia e senza bisogno di sentire parole, ci prende nel 70% dei casi
  • Bing non se lo caga nessuno (non c’entra niente, c’è anche chi prova a dimostrare il contrario)

Sempre per rimanere nella metafora, è anche vero che qualsiasi scorreggia di G**gle sposta più traffico di un tornado. Io non avrei voluto usare il termine “scoreggia” non avrei voluto neanche ripeterlo, ma sto facendo esperimenti sulla percezione di LDA da parte di Google, quindi perdonatemi.

Se non hai voglia di sapere cosa significa LDA cioè l’ennesima sigla SEO

Riassunto: LDA è la possibilità di “capire” il contesto di una parola capendo i contesti delle parole attorno. Che una macchina possa farlo è indubbio, che si possa anche prevedere di centrare il contesto giusto per tutte le prossime ricerche che un utente farà, è un altro paio di maniche. Che Google ci abbia messo 2 anni per capire che questo sito riguarda più il goatse che il seo, è un fatto, cioè FACT! Come anche è un fatto che Google abbia ancora problemi nel dicembre 2010 a capire cosa è contenuto e cosa è una pagina di disambiguazione, me lo trovo di fronte tutti i giorni quando controllo come mi posiziono in SERP sulla parola chiave “SEO”.

Sorgenti per questo articolo

domande che mi faccio oggi

  • i motori di ricerca dovranno premiare nei risultati anche i siti che sperimentano pubblicando concetti rari? (non è una domanda retorica, spesso viene premiato il contenuto di un sito solo dopo che viene riconosciuto pubblicamente come qualcosa di valore, via mole di link, via figosità dei link, via saggezza di google che guarda indietro negli archivi storici.
  • Come definire il valore di un concetto che non ha contenuti a poterlo definire? E’ un po come cercare di assegnare valore a qualcosa che non si ha capito, noi uomini lo facciamo in continuazione quando sentiamo parlare i politici.
  • Google si metterà anche a fare la bilancia di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato sapere? (che cosa sia sbagliato sapere, me lo chiedo da qualche mese ormai)
  • Google si metterà a fare la bilancia tra i bisticci degli uomini che avvengono sul web? In pratica, dando visibilità hai anche una censura costante su tutto ciò a cui scegli di non dare visibilità.

2 Responses to “Sentiment on Google. Se parli male lo capisce e se lo fai apposta ti sculaccia?”

  1. Davide

    Ciao Simon, leggo molto spesso i tuoi articoli. Ci capisco di solito il 50% (per via delle sigl) e di qualche altro concetto troppo astruso per chi non è pienamente addentro la materia). In compenso, imparo sempre qualcosa. Che va ben.

  2. simone

    ciao Davide quando ti va scrivimi dove non si capisce, spesso mi rendo conto di riassumere brevemente cose che magari sto pensando da mesi, e in poche parole credo sia normale che chi legge non le afferri, se mi aiuti a capire quali sono questi concetti misteriosi ci ri-passo sopra. grazie per il commento :)

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