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La news rilevante (per gli smanettoni del marketing): Google lancia il suo servizio di sconti. Dopo tanto parlare in questi giorni di Groupon (che ha anche rifiutato un’offerta dello stesso Mr.Google da 6mil) , io che coi soldi che girano online ci mangio, penso:

  1. il valore nei motori di ricerca sta il 60% nel brand (e il fatto che la soddisfazione sia molto simile tra utenti che usano un motore di ricerca trasparente viene in aiuto alla mia tesi).
  2. il valore della pubblicità è nel copywriting (cioè in una sottile manipolazione della realtà che tenga presente le necessità di chi compra)
  3. chi deve comprare legge molto, si informa ma ha un limite, e prima o poi comprerà (e allora tante menate parlando di social network per capire chi influenza chi, e no che ci siano analisti che sostengono che Justin Bieber sia la terza persona più influente di internet non mi fa nè caldo nè freddo).
  4. chi vende deve imparare il copywriting, chi vuol vendere ai propri amici deve imparare la sincerità (per non bruciarsi tutto il network, questa è una mia ipotesi).
  5. se chi compra prima cerca uno sconto, allora Groupon avrà molto valore e quindi Google giustamente lancia un’alternativa. Ma perchè si mobilitano tutti per farmi sapere sul cellulare che un negozio in cui ho fatto un checkin con Foursquare mi fa uno sconto per tornarci? C’è qualcosa sulle motivazioni intime delle persone che non credo si possa amplificare con le economie di scala, e cioè:
  6. Vendere agli amici. e col trucchetto degli sconti diventa: far comprare qualcosa agli amici, prendendo una percentuale. (a riguardo Francesco Del Franco di Estrogeni segnala le sponsored stories di Facebook)

Le alternative che fanno leva sugli utenti come “volano” principale del marketing devono essere supportate da un uso comunitario, che non viene spiegato come si auto-regolerà. In realtà proprio sembra che non gli importi nulla di che figura ci facciano gli utenti che propongono sulle loro bacheche di Facebook prodotti in vendita ai loro stessi amici e conoscenti. Perchè i vari Groupon e Foursquare dovrebbero farsi strada da soli col valore degli “sconti” che abilitano. Si tratta di “assorbimento” tra un network di persone che si comporta come una spugna. Se la tua offerta è troppo scomoda, non filtra, se la vostra offerta è buona allora tutti dovrebbero parlare di voi, giusto? Eppure non è così semplice. Non su internet almeno, e non nel mondo reale.

roba vera: chi lo sta già facendo che conosco io

  • ho visto alcuni post di Adam che mette un disclaimer sui suoi ricavi provenienti dai clic dei suoi amici su facebook, disclaimer contestuale. (ps. Adam lavora per Google).
  • io tolgo i soldi ai ricchi per farne sconti, ricavando da ogni transazione che “rubo” ai ricchi. Essere Robin Hood paga davvero? Lo saprò alla fine dell’anno
  • Matteo ha percentuali da affiliato sui prodotti che vende tramite articoli che scrive e posta anche su Facebook, cioè li da in pasto ai suoi amici.
  • Dropbox e Dreamhost hanno fatto mercato con i codici sconto da dare agli amici
  • Rescuetime ha fatto marketing coi codici di sconto via twitter
  • con Skebby abbiamo avuto un discreto successo nella gestione degli affiliati, soprattutto lato SEO (inplace disclosure: lavoro per Skebby da qualche anno)
  • Livingsocial ha già 4 milioni di utenti (a quanto pare in pochi si fanno tutti i miei pensieri prima di chiedere ai loro amici di comprare qualcosa)
  • L’offerta di Amazon su Livinsocial ha fatto il botto.

Dove sta il valore per me? (cioè l’angolo della psiologia pratica nelle menate che penso tutti i giorni)

La domanda più famosa nell’inconscio di chiunque, diventa un’ossessione per chi lavora nel marketing. Perchè dovrei iscrivermi a Facebook? (considerato che la maggiorparte di chi non è iscritto pensa che sia una totale perdita di tempo, e considerato che chi lavora su Facebook, come Marco Massarotto per esempio, in mailing list oggi sosteneva che la maggior parte dell’utenza online mondiale è già su Facebook).

nei primi giorni di utilizzo dei voucher Amazon, una gran botta di ricavi, eppure i negozianti saranno contenti davvero? (il concetto di amici, legami forti, legami deboli e social network me lo devo ri studiare prof.!)

in due giorni mi sono arrivate due richieste di acquisto per il mio sito che recensisce arredo da ufficio, e ho una sola pagina dedicata agli sconti (sito che tra le parole chiave principali ha anche goatse, ricordiamolo). E faccio un miliardesimo di quanto farà Groupon. Comunque senza le spalle larghe, resta da lavorare sulla qualità del servizio all’utente, e sperare molto.

A riguardo ieri sono andato a un colloquio con un nuovo prospect, azienda nell’ecommerce dal 1996 che ammiravo 10 anni fa quando ho messo le mani la prima volta sul mouse per disegnare pagine web (in FrontPage, ve lo ricordate?). Loro hanno fatto della qualità l’unico strumento di marketing, e per 15 anni son rimasti a galla, senza però espandersi. Mi dicevano anche di essere tra i primi 100 clienti di BancaSella, che non vorrà dire niente oggi però sembra di far parte di una piccola parte di storia moderna.

Per chi inizia oggi la sua avventura invece, ho trovato Oscon, un forum spettacolare per chi vuole aprire la partita Iva. ci fosse stato 3 anni fa! Quanto tempo avrei risparmiato e che persona migliore sarei oggi!

Per concludere 2/3 del team sono concordi: A boy and his dog ha il finale più epico mai visto nella storia del cinema. 2/3 del team non possono sbagliare.

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