Grazie per aver partecipato al webinar!

Si è appena concluso il webinar del SEOTraining dedicato a Panda, grazie per essere stati dei nostri, ci vediamo alla prossima! Se avete domande scrivete pure :)

Nel mondo delle parole chiave le mode vanno ad onde, internet è grande come l’oceano, e nei posti periferici come la nostra cara Italia le onde arrivano anche con mesi di ritardo. E’ il caso di Panda, il troppo discusso aggiornamento di qualità, per il quale Google ha già rilasciato una serie di consigli adatti agli “umani” un po’ difficili da digerire per chi vuole scrivere codice che venga letto dai robots.

Slide n°25 dell'intervento "filosofia SEO" al SEOTraining 2011

webinar gratuito il 25 agosto 2011

Nel webinar gratuito che si terrà il 25 agosto alle ore 21 a questo indirizzo, vi dirò come traduco i consigli ufficiali di Google in pratiche concrete sui siti web. Sarà un esperimento interessante, anche perchè largamente improntato alle vostre domande e alla discussione piuttosto che alle solite pallose lezioni in cui chi parla deve sempre far finta di sapere.

prenotati qui, è gratis

dirigi tu la discussione

Tieni presente che daremo la priorità alle domande dei presenti, in ogni caso anche se hai intenzione di guardare il webinar in differita, metti la tua domanda qui e cercheremo di rispondere comunque…
Sarà una bella occasione anche per re-incontrarci con tutti i relatori del SEOTraining 2011.

le domande per umani, di google

  • Ritenete attendibili le informazioni presentate nell’articolo?
    - questa è la domanda più importante e giustamente la fanno per prima, rimando direttamente alle WebCredibility slides di Daniel Russel che ne sa molto più di me.
  • L’articolo è stato scritto da un esperto o un appassionato che conosce bene l’argomento, o è più superficiale?
    - un’idea è sicuramente il rel=author di recente implementazione, poi iniziamo a spiegare l’uso dei termini rari.
  • Il sito contiene articoli duplicati, che si accavallano o sono ridondanti in merito ad argomenti uguali o simili, solo con parole chiave leggermente diverse?
    - questa è prettamente tecnica, iniziamo col mettere in “index, no-follow” tutte le pagine di categorie e tag duplicati dei nostri blog.
  • Fornireste tranquillamente i dati della vostra carta di credito su questo sito?
    - di questa ne parliamo… c’è molto da discutere.
  • L’articolo contiene errori ortografici, stilistici o false informazioni? Gli argomenti sono basati sui reali interessi dei lettori del sito oppure il sito genera i contenuti in base ai presunti argomenti che potrebbero ottenere un buon posizionamento nei motori di ricerca?
    - questa si risponde quasi da sola, in ogni caso iniziamo a spiegare cos’è uno scraper e perchè stanno molto antipatici.
  • L’articolo fornisce contenuti o informazioni, rapporti, ricerche o analisi originali?
    - idem.
  • La pagina in questione è molto più utile rispetto alle altre pagine visualizzate nei risultati di ricerca?
    - su questa facciamo qualche esempio pratico, che valgono di più di tante parole.
  • In che misura viene controllata la qualità dei contenuti?
    - questa è una domanda che vale per chi ha una redazione, anche sui piccoli comunque possiamo fare una certa revisione delle cappelle, quando ricordiamo dove le avevamo fatte…
  • L’articolo tratta entrambi i punti di vista in merito a una notizia?
    - in questa ci rifacciamo direttamente al NPOV di wikipedia (che speriamo tenga duro btw).
  • Il sito è considerato un’autorità riconosciuta in merito all’argomento che tratta?
    - e qui iniziamo a menarla col link building, passando anche per il riconoscimento delle menzioni offline.
  • I contenuti sono generati in serie o assegnati a molti autori diversi, oppure distribuiti su una vasta rete di siti cosicché singole pagine o siti non ricevano molta attenzione o cura?
    - qui non ho capito bene a cosa si riferiscano, probabilmente la passerò ad altri se nel frattempo non riesco a studiare e capire meglio cosa intendono.
  • L’articolo è stato scritto bene o sembra essere stato redatto senza alcuna cura o in modo sbrigativo?
    - mi fa ridere il “sembra”, comunque anche questa si risponde da sola… o quasi, vediamo se ci sarà anche qualche copywriter in linea passo la parola volentieri.
  • Relativamente a una query sulla salute, vi fidereste delle informazioni fornite dal sito?
    - ecco questa è la mia seconda domanda preferita, un’ottima scusa per passare una buona mezz’ora a chiedersi perchè “alfemminile” appaia ovunque e in ogni circostanza.
  • Considerereste il sito una fonte autorevole nel momento in cui viene nominato?
    - qui sostanzialmente si tratta di riconoscere entità offline, ma anche parlare di link autorevoli ci sta
  • L’articolo fornisce una descrizione completa dell’argomento?
    - questa è bella, citerò ancora wikipedia probabilmente, ma anche nerdgranny (che è il mio sito d’esempio per quasi tutti i corsi ormai)
  • L’articolo contiene un’analisi dettagliata o informazioni interessanti che non siano ovvie?
    - anche questa è bella, se davvero sanno riconoscere questi dettagli non mi spiego davvero molti forum tra le prime posizioni, eppure mi spiego il perchè di tanti forum di nicchia o mailing list ancora in serp, mi piacerebbe parlare di ecologia dell’informazione in questo caso.
  • Si tratta del tipo di pagina che aggiungereste ai segnalibri, condividereste con un amico o consigliereste?
    - questa è bella e facile da capire, però è più difficile da implementare. Ed è qui che entra finalmente in campo il real time e l’aggiornamento delle risorse online.
  • Nell’articolo ci sono troppi annunci che distolgono l’attenzione dai contenuti principali o interferiscono con essi?
    - togli il 18° riquadro adsense per piacere.
  • Vi aspettereste di trovare l’articolo in una rivista, un’enciclopedia o un libro cartacei?
    - anche questa si riferisce al mondo offline, a mio parere sopravvalutato.
  • Gli articoli sono corti, inconsistenti o comunque privi di informazioni specifiche utili?
    - se vedo scomparire anche solo uno dei 100 aggregatori che mi copiano gli snippet dall’RSS prometto che faccio un post ad hoc per ringraziare panda.
  • Le pagine sono realizzate con estrema cura e attenzione per i dettagli o non lo sono affatto?
    - questa è un duplicato, come al test di psicologia che facevano fare ai 3 giorni di leva.
  • Gli utenti si lamenterebbero trovando pagine provenienti da questo sito?
    - e chiudiamo in bellezza con una bella banalità che punta sul senso di colpa dei webmaster, ci rivedremo tra un mesetto forse con la google religion… (questa era un’anticipazione che si meritano tutti quelli arrivati a leggere fino a questo punto)

(domande tratte dal post ufficiale su google blog in grassetto, sotto le mie risposte che preannunciano quello di cui parleremo al webinar).

 

Professionisti SEO: 11 anni di cambiamenti di Pelle

  1. WebMaster che mettono interminabili liste di parole bianche su fondo bianco
  2. Maghetti che fregano i motori di ricerca
  3. Programmatori esperti nella produzione automatica di contenuti spammosi
  4. Maghi di internet che conoscono tutti i trucchi
  5. “Esperti” pagati da aziende all’avanguardia
  6. Programmatori che scrivono codice che si dimostra OK per i motori di ricerca
  7. Esperti di codice HTML che tolgono tabelle e spostano tag
  8. Amici di tutti linkati dal sito della NASA
  9. Markettari che se le inventano tutte pur di farsi linkare
  10. Medici delle penalizzazioni che usano WordPress per comodità
  11. Psicologi insoddisfatti riciclati nel mondo del web

Questa la mia personale catena evolutiva per capire come si è sviluppata la figura del SEO dal 2000 ad oggi, soli 11 anni di motori di ricerca eppure così tanti cambiamenti di pelle (e quanti giramenti di palle)! Grazie al fantastico Panda (dai venite stasera al webinar, possibilmente automuniti di birra ghiacciata) siamo già arrivati allo stadio che più mi soddisfa, quello in cui il mio diploma in psicologia farà finalmente scintille!

l’ottimo post di stuart parla di evoluzione, eppure io sento più come se il cosmo ridisegnasse le avventure di un mondo intero pur di portarmi a destinazione.

La stazione di Grim Fandango, la stazione per l'ultima destinazione

Come scriveva Marco, arrivi ad un certo punto che sei in alto, e cerchi nuovi obiettivi. E la vera domanda è sempre la stessa: perché? in tutte le varie declinazioni.

e ora la mia personale lista di perché (per tutti, non solo per i seo o per google)

  • Chi è venuto ai vari SEO Camp per stare zitto in pubblico, perché è venuto?
  • perché stai leggendo questo post e non commenti?
  • perché se ti starnutisco addosso ti arrabbi, ma non fai una piega quando il fumo della tua sigaretta mi arriva in faccia?
  • perché ho ancora 5 post da scrivere?
  • perché google è sempre così attraente?
  • perché non vado a letto?

google plus – impressioni da dentro

Giusto 3 parole su Google plus:

  • apparentemente è una delusione,
  • in realtà è una rivoluzione più radicale del previsto.
  • che ci metterà più tempo del previsto ad avere un impatto…

le apparenze:

  • appena ti arriva l’invito e ti iscrivi ti chiedono se vuoi ricevere pubblicità targettizzata, il checkbox è ON di default, quindi probabilmente una marea di gente lo lascerà com’è per paura di rompere qualcosa.
  • è molto simile a Facebook (a parte l’interfaccia coi cerchi che ricorda Achmet)

la rivoluzione:

  • basta fare la prima ricerca all’interno di plus (sezione sparks) per capire che i risultati hanno una qualità mai vista prima… e ogni risultato è ordinato con un algoritmo di posizionamento che bilancia importanza e recentezza (un po’ come vediamo da tempo su google news).
  • il tool di bugreport è straordinario: ti mette un layer draggabile col mouse per selezionare in place il punto della schermata in cui c’è il problema (e immagino sarà altrettanto spettacolare il backend)

Vi metto il video di Sparks perchè secondo me è il motivo per cui userò davvero GPlus.

PS… e dopo 5 anni dalla prima edizione di WordPress, anche Google parla di FOAF con le API del social Graph :)

PPS… Paul Adams ha svelato il mini gossip, lavorava a Google sullo sviluppo di Plus, prima di passare a Facebook (e ricordo che non è per niente sicuro che esistano gli influencers, anzi ipotizza l’esistenza dei micro gruppi connessi per lo stesso ruolo relativo all’influenza) delle moltitudini ne parlavo con Napo ad aprile dell’anno scorso, se me lo permette pubblico l’intera discussione.

Micidiale comunque la convergenza tra sociale e ricerca, non l’avrei mai previsto, in tempi così rapidi! La SERP già oggi presenta i vari rel=”author” con link ai google profiles (recentemente inglobati dentro Plus), il primo vero impatto dei microformati/RDF/XFN trasforma la SERP in un elenco di link e volti… e la faccia farà da credenziale per il clickthrough? Come quando entri al bar solo se la cameriera è carina?

Update: ovviamente c’è già chi specula sul fatto che il comportamento degli utenti (anche su google plus?) potrà essere usato come segnale per i prossimi algoritmi.

Fattori di ordinamento 2011

Come tutti gli anni ormai il buon Rand racconta coi numeri i sospetti di tanti SEO sparsi per il pianeta.

Impressionante attenzione ai social

La grande onda del cambiamento ha impattato prima di tutto sulle antenne dei SEO (sempre più preoccupati per cosa potrà avvenire alla loro professione nei prossimi anni) che vedono nel 2011 l’anno della radicale impennata dei segnali definiti “sociali” per il calcolo della pertinenza tra una keyword chiesta al motore di ricerca e i relativi risultati proposti dal motore di ricerca.

Andatevi e vedere tutti i grafici delle previsioni di SEOMoz dedicate ai fattori di posizionamento secondo il questionario annuale proposto a tutti i SEO del loro network.

Social sti-cazzi

Resta da capire cosa veramente significhi “segnale social” visto che teoricamente tutto l’interwebs dovrebbe essere dedicato agli utenti, no? Apparentemente no :-)

Tra i segnali di posizionamento non-sociali degni d’attenzione c’è invece una simpatica new entry, il cui significato è tutto da interpretare: domain level keyword agnostic features. Funzionalità Agnostiche? ragazzi qui siamo ai livelli del SEO ROBOT… non lo linko un’altra volta, piuttosto l’interpretazione di Mauro è:

Domain Level Keyword Agnostics: questo fattore riguarda le parole chiave non in relazione ai link e ancore bensì ad altri aspetti come la lunghezza del nome del dominio, la quantità di pagine 404 in un sito, l’assenza o meno di contenuti duplicati all’interno del sito;

Scarsità di segnali? Bruciori di stomaco? Provate con parole buttate lì a casaccio!

La svalutazione del link come segnale di posizionamento

Vista la bulimia da links, ci stiamo aspettando la svalutazione da tempo (anche se per esempio molte grandi aziende stanno investendo come forsennate in link building, sull’onda delle mode degli anni passati). Molto interessanti le previsioni sulle svalutazioni dei links.

nostalgia molesta

Ora seriamente, davvero passeremo tutta la giornata sul grande fagocitatore di internet? Ma vi ricordate quando mIRC era tutto il real-time di cui avevamo bisogno?

PS: ti ricordo la vecchia e sempre attuale lista di Vaughn, in inglese.