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L’elevata dipendenza dei posizionamenti da numero e qualità dei link in ingresso hanno creato negli ultimi anni una specifica branca del posizionamento chiamata link building (creazione di link). Tipicamente durante la creazione di links finalizzata al posizionamento commerciale ci si preoccupa che i link siano creati su siti con contenuti di qualità, e spesso si riassume questo concetto equiparando un elevato pagerank ad una pagina di qualità. Col crescere dell’intelligenza del motore di ricerca, viene resa via via più inutile la creazione di link automatizzata (oltre che in alcuni casi anche penalizzata la compra-vendita di links).

Visto il complicarsi della situazione, alcuni seo ipotizzano anche la futura emancipazione dei posizionamenti su motore di ricerca dalla presenza e qualità dei link in ingresso. Prima di avere questa situazione comunque i motori di ricerca dovrebbero avere una coerente e pervasiva topografia del web, cosa che al momento, vista la natura fluttuante del contesto, risulta impossibile.

Una possibile risposta che funziona già da tempo è il link building etico e qualitativo, basato sulla creazione di contenuti di qualità e affini alla scala di valori dei lettori attivi, cioè coloro che oltre ad essere lettori sono anche editori di contenuti a loro volta (blogger, giornalisti, marketers, piccoli social networker)

Rifletti con goatseo

Link building etico e motivato: quando un utente spontaneamente mette sul suo profilo facebook o sul suo blog un link. Capire le Radici della condivisione. Come si lega la condivisione alla fiducia?

Costruire la fiducia o creare la fiducia, che differenze?

Come costruire la fiducia, come crearla. Titolo sputtanato. Oltre alle motivazioni per cui le persone vorrebbero linkarci bisogna ricordare i contenuti oggettivi. Tutte le informazioni che aumentano la conoscenza delle persone sono un valido motivo per avere un link dovuto alla necessità umana di condividere il valore.
Scelte etiche:

  • Certezza propria influenza
  • peso influenza.

A chi giova la scelta? C’è fiducia in chi comunica?

Fin dove possiamo arrivare cercando link? Quali sono le pagine dalle quali avremo link di qualità per le nostre parole chiave strategiche aziendali? Nel caso di Alkè avevamo una rete di rivenditori, nel caso di SendBlaster avevamo una community di utilizzatori. A chi possiamo chiedere apertamente un link e cosa possiamo fare per farci linkare spontaneamente? In questa ultima area è importante tenere un’etica che motivi ogni nostra azione. L’etica dietro il caso di Alkè è nei prodotti italiani, nell’ecologia del prodotto prima che nel valore economico che invece riguarda i clienti piuttosto che la community che ci linka.

Si ascolta un’etica quando si trova valore nella moltitudine che rappresenta l’individuo mentre parla. Dare valore alle parole a seconda del valore dimostrato sul campo da chi parla. Dare valore alle moltitudini rappresentate sulla carta (questo concetto è un po’ criptico, ma seguimi, poi diventa chiaro).

Se sai fare le cose tradizionali, poi puoi campare anche di esperimenti, tanto ormai hai credibilità… Cioé la gente ti da fiducia.

C’è qualcuno che dia valore agli esperimenti senza doversi basare sulle dimostrazioni di stile acquisito? È il caso del jazz dove i musicisti sono quasi scienziati. Qualcuno può dare un significato ai rumori emessi da un neonato che non ha ancora dimostrato di saper comunicare col nostro alfabeto?

Mi sono focalizzato sull’accettazione o meglio elaborazione degli errori, come parte essenziale di apprendimento e crescita. Un errore di per se… non esiste, viene creato dal contesto. E’ possibile commettere errori senza dover pagare? Gli errori rallentano e consapvolizzano un’opera addirittura bloccandola e rendendola incomprensibile. Cosa sarebbe? Una lotta contro il mondo tradizionale che non mi vede mai vincitore? È tutto qui, solo mancanza di vittorie in una specialità che porta a crearne di nuove? Serve un movimento di persone per creare una nuova specialità, cioè tanti che non riescano a vincere nelle specialità tradizionali. I giochi senza vincitori, anche quelli dopo un po’ annoiano, si cerca un nuovo gioco in cui provare a vincere e quando è troppo difficile viene abbandonato.

Gianni per esempio da valore a quello che dico, pur essendo un vincitore della tradizionalità che ha cercato di innovare da dentro. Non si stanca di parlare di cose che magari ha già elaborato da anni, non si stanca di crescere facendo crescere. E fuori, la massa dei non agenti quando verrà toccata? E quando vorremo partecipare a un gioco senza vincite?

Influenzare il posizionamento organico in modo etico è possibile:

  • quando i risultati alternativi alle nostre pagine offrono scarsa qualità o nessuna qualità.
  • quando la concorrenza sul nostro settore offre contenuti meno completi dei nostri dal punto di vista oggettivo.
  • quando il nostro business offre oltre al servizio core anche una serie di valori collaterali in linea con l’etica dei lettori.
  • quando si struttura la cessione a gratis di contenuti o servizi che normalmente sono a pagamento.

link building etico.

il valore della condivisione,
capire perchè la gente decide spontaneamente di segnalare un link sul proprio social network/sito.

spiegazione silenzio: parlo solo quando ho qualcosa di unico da dire (significa che puoi stare zitto per lungo tempo)

fidarsi di un seo
tempo applicazione strategie
credibilità (come creare fiducia in chi non ci conosce)
risultati ottenuti

una delle mie strategie:

come parlare coi clienti nuovi,
come dire ai clienti che le loro parole chiave sono limitate (e proporre adwords)
caso skebby (sms gratis… non porta vendite)
come capire una nicchia in cui il cliente può eccellere
caso clientele locali
come partire dalla nicchia per allargarsi a keyword più competitive
caso hotel royal
come trovare qualcosa che il cliente può offrire gratuitamente
caso alke (o sendblaster)
come parlare allo staff tecnico
come parlare allo staff poco propenso al mondo web
come ammettere gli errori
come lavorare gratis (se ammettere gli errori non è bastato)
quando lavorare gratis può servire per vendere con altre parole chiave
(caso skebby)

perchè pubblicare tutto quello che sappiamo e perchè dire ai nostri clienti tutto quello che sappiamo (perchè ci da la possibilità di imparare cose nuove)

parlare con i genitori e coi nonni vale oro

come selezionare i clienti (e perchè anche se non lo fai, lo farai lo stesso)

parte tecnica:
performance del server e affidabilità (assenza virus, uptime)
clickthrough rate (bounce back)
qualità del contenuto
trovabilità del contenuto (e piattaforma cms, testualità)
(se esiste) qualità link inbound,
qualità link outbound, social network vitality,
anzianità dominio,
anzianità prima comparsa locale keywords,
keyword density (ci aiuta indirettamente)
tematic keyword density

con l’evoluzione del motore di ricerca sostituiamo il concetto di keyword col concetto di significante, è quindi utile usare nei testi vari sinonimi piuttosto che basarsi sulla sola ripetizione della parola chiave.

CONVERSIONI:

performance del server e affidabilità (assenza virus, uptime)
clickthrough rate (bounce back)
qualità del contenuto
agilità del contenuto (o meglio del percorso di conversione)
senso stretto – perchè esiste questo sito? cosa offre in più rispetto alla concorrenza?

Nei panni degli altri: le necessità che vuole soddisfare chi linka un sito

  • gratitudine
  • condivisione di contenuti col proprio network
  • condivisione di etiche
  • techno-auto-brand (chi linki guarda i referrer delle sue stats)
  • completare un discorso senza copiare contenuti
  • citazione della fonte (utile per autorevolezza)

come sono cambiati i link da quando non c’era facebook. Ora che facebook è uno dei driver mondiali maggiori di visite, sto ancora cercando di capire come google consideri i link inbound da facebook… o se li sappia scovare.

quand’è che la presenza di pubblicità su un sito scaturisce un ‘impressione positiva sui navigatori? Di certo sappiamo quando è negativa per il brand. esempio mastercard techrunch.

Fa parte dell’etica anche dire la verità sui propri clienti. E qui arriva la parte dolente.

NOTA: questo post era nelle bozze dal 22 agosto 2010. Prima di pubblicarlo ho voluto fare un paio d’anni di test, sono stati due anni pieni di esperienze e persone fantastiche, grazie a tutti, spero si possa capire anche qualcosa in più sul “silenzio” che è calato sul blog in questi ultimi mesi.

2 Responses to “Cosa significa fare SEO pensando all’etica?”

  1. dgprint

    Fare seo etico è una scelta difficile! Cercare link di qualità è un lavoro duro e creare contenuti di qualità lo è ancora di più, ecco perchè ancora oggi molti seo si affidano alle tradizionali pratiche di link building!Speriamo che Google sappia riconoscere il valore di chi fa un lavoro pulito e attinente alle sue guide linea!

  2. francesco

    Penso che un comportamento etico nella SEO come nell’utilizzo di tutti gli strumenti del web marketing sia una condizione sempre più essenziale per chi fa il nostro mestiere. Una volta l’etica era considerata una tattica, ma la SEO ci mostra (e ci mostrerà) come invece l’approccio etico sia strategico laddove la condivisione si fa sempre più piena e si trasforma in immersione, direi per ridere in “convivenza” 😀

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