Fiducia (sui motori di ricerca)

Dopo tanti anni di ipotesi sul Trust-Rank, e dopo un paio d’anni a ipotizzare chi sarebbe stato il primo ad arrivare alla ricerca sociale, ecco che Google (qui le loro azioni in tempo reale) arriva per prima. Ed è subito un internet straordinario, fatto dai nostri amici che diventano guide in diretta della nostra ricerca. L’esperienza passata dei nostri amici diventa parte integrante della nostra ricerca di informazioni.

conflitti d’interesse

Se leggete questo blog da qualche anno (si, qualcuno c’è!) sapete che le mie parole chiave fisse sono un po’ sempre quelle: fiducia, conflitto d’interesse, e-commerce, statistiche, segreti, trasparenza. Per ora lontanissimo dall’essere gestito è il conflitto d’interesse: infatti se facciamo una ricerca da loggati risultano evidenti i risultati personalizzati sulla base della nostra rete sociale (per ora solo quella di Google), così come ai nostri “amici” risulteranno più in alto le pagine sulle quali noi abbiamo fatto +1.

Ora: ho fatto +1 perchè voglio portare valore a me… o al mio contesto sociale?

Questo Google non si preoccupa di segnalarlo, e così sarà fondamentale avere creato negli anni rapporti di fiducia e trasparenza con le persone che ci hanno letto, commentato e seguito tra le miriadi di esperienze che internet può offrire.

e i motori di ricerca, di chi si fidano?

Questo grafico viene da SearchMetrics, che ha preso un “paniere” di qualche milione di parole chiave e s’è messa a registrare quali siti escono, in quale pagina, con quale posizione. Ho comparato i due principali quotidiani italiani (Repubblica e Corriere), il principale quotidiano economico (ilSole24ore) e Wikipedia. Indovina? Wikipedia esce sempre in prima pagina, cioè è il sito più degno della fiducia del motore di ricerca al momento in cui scrivo (in questo grafico manca il dato relativo al traffico, quindi è più un esercizio di stile che altro).

E come fa un motore di ricerca a capire di chi fidarsi? Pesando i dati tratti da oltre 200 “segnali di posizionamento“.

e io? di chi mi fido?

Leggendo delle fallite trattative tra Google e Facebook (grazie Luca) per l’ennesima volta mi chiedo se cancellarmi da facebook una volta per tutte (così, solo per boicottare un sito altrimenti incontrollabile), significa che non mi fido di ciò che posso controllare direttamente? O più semplicemente sfiducia in Facebook che censura tutto ciò che non gradisce?

 

Profili Google+ e Rich Snippets FTW (dai, dopo 2 anni ci arriviamo!)

Google UK e IT stanno facendo qualche telefonatina per far attivare i profili aziendali di Google Plus e i Rich Snippets ai cosidetti “top partners” anche in Italia. Non ho potuto evitare un clamoroso “vel’avevo detto“. Senza il colpo di telefono, ho il sospetto che il web sarebbe rimasto inerte. Ha inizio la grande operazione di pre-masticazione delle entità, tassonomie e supercazzole per aiutare il motore di ricerca a fare il suo lavoro (ocio, pare prediligano i microdata)

Ricordo per i volenterosi implementatori non assunti da google:

Praticamente?

c’è questo plugin per wordpress: PoolParty che crea dei tooltip compatibili (in parte) con la filosofia linked open data, linkando dbpedia.

Professionisti SEO: 11 anni di cambiamenti di Pelle

  1. WebMaster che mettono interminabili liste di parole bianche su fondo bianco
  2. Maghetti che fregano i motori di ricerca
  3. Programmatori esperti nella produzione automatica di contenuti spammosi
  4. Maghi di internet che conoscono tutti i trucchi
  5. “Esperti” pagati da aziende all’avanguardia
  6. Programmatori che scrivono codice che si dimostra OK per i motori di ricerca
  7. Esperti di codice HTML che tolgono tabelle e spostano tag
  8. Amici di tutti linkati dal sito della NASA
  9. Markettari che se le inventano tutte pur di farsi linkare
  10. Medici delle penalizzazioni che usano WordPress per comodità
  11. Psicologi insoddisfatti riciclati nel mondo del web

Questa la mia personale catena evolutiva per capire come si è sviluppata la figura del SEO dal 2000 ad oggi, soli 11 anni di motori di ricerca eppure così tanti cambiamenti di pelle (e quanti giramenti di palle)! Grazie al fantastico Panda (dai venite stasera al webinar, possibilmente automuniti di birra ghiacciata) siamo già arrivati allo stadio che più mi soddisfa, quello in cui il mio diploma in psicologia farà finalmente scintille!

l’ottimo post di stuart parla di evoluzione, eppure io sento più come se il cosmo ridisegnasse le avventure di un mondo intero pur di portarmi a destinazione.

La stazione di Grim Fandango, la stazione per l'ultima destinazione

Come scriveva Marco, arrivi ad un certo punto che sei in alto, e cerchi nuovi obiettivi. E la vera domanda è sempre la stessa: perché? in tutte le varie declinazioni.

e ora la mia personale lista di perché (per tutti, non solo per i seo o per google)

  • Chi è venuto ai vari SEO Camp per stare zitto in pubblico, perché è venuto?
  • perché stai leggendo questo post e non commenti?
  • perché se ti starnutisco addosso ti arrabbi, ma non fai una piega quando il fumo della tua sigaretta mi arriva in faccia?
  • perché ho ancora 5 post da scrivere?
  • perché google è sempre così attraente?
  • perché non vado a letto?

Fattori di ordinamento 2011

Come tutti gli anni ormai il buon Rand racconta coi numeri i sospetti di tanti SEO sparsi per il pianeta.

Impressionante attenzione ai social

La grande onda del cambiamento ha impattato prima di tutto sulle antenne dei SEO (sempre più preoccupati per cosa potrà avvenire alla loro professione nei prossimi anni) che vedono nel 2011 l’anno della radicale impennata dei segnali definiti “sociali” per il calcolo della pertinenza tra una keyword chiesta al motore di ricerca e i relativi risultati proposti dal motore di ricerca.

Andatevi e vedere tutti i grafici delle previsioni di SEOMoz dedicate ai fattori di posizionamento secondo il questionario annuale proposto a tutti i SEO del loro network.

Social sti-cazzi

Resta da capire cosa veramente significhi “segnale social” visto che teoricamente tutto l’interwebs dovrebbe essere dedicato agli utenti, no? Apparentemente no :-)

Tra i segnali di posizionamento non-sociali degni d’attenzione c’è invece una simpatica new entry, il cui significato è tutto da interpretare: domain level keyword agnostic features. Funzionalità Agnostiche? ragazzi qui siamo ai livelli del SEO ROBOT… non lo linko un’altra volta, piuttosto l’interpretazione di Mauro è:

Domain Level Keyword Agnostics: questo fattore riguarda le parole chiave non in relazione ai link e ancore bensì ad altri aspetti come la lunghezza del nome del dominio, la quantità di pagine 404 in un sito, l’assenza o meno di contenuti duplicati all’interno del sito;

Scarsità di segnali? Bruciori di stomaco? Provate con parole buttate lì a casaccio!

La svalutazione del link come segnale di posizionamento

Vista la bulimia da links, ci stiamo aspettando la svalutazione da tempo (anche se per esempio molte grandi aziende stanno investendo come forsennate in link building, sull’onda delle mode degli anni passati). Molto interessanti le previsioni sulle svalutazioni dei links.

nostalgia molesta

Ora seriamente, davvero passeremo tutta la giornata sul grande fagocitatore di internet? Ma vi ricordate quando mIRC era tutto il real-time di cui avevamo bisogno?

PS: ti ricordo la vecchia e sempre attuale lista di Vaughn, in inglese.