indipendenti – il mio business model 2012

Tempo di conti. Oggi vi racconto la struttura economica dei miei ricavi nel mondo dei motori di ricerca. Chiuderò l’articolo descrivendo gli altri modi di fare soldi con la scrittura per i motori di ricerca, sempre restando indipendenti.

bilanciamento ricavi e gestione del rischio!

Incasso il 50% dei ricavi in forma continuativa, contratti a progetto o assunzioni a termine presso un cliente principale. L’altro 50% è variabile a seconda delle performance  (vuol dire che incasso solo quando il cliente vende un prodotto). (PS. la gestione del rischio non c’entra niente ma è una parola che mi esalta).

gestione del tempo

Do supporto agli utenti, scrivo, studio e tengo la contabilità per i contratti a performance la mattina dalle 7 alle 9, e la sera dalle 18 alle 19.30, mentre sono in treno.

Durante gli orari d’ufficio sto dal cliente principale e cerco di sparare più minchiate possibili coi colleghi. Il sabato di solito creo progetti nuovi che danno un po’ di respiro all’anima, come fare le video recensioni dei fumetti o andare in gita per il controllo qualità dei prodotti degli ecommerce che seguo. La domenica dormo e abbraccio la mia mandarina.

clienti principali

Il 31 dicembre finisce il mio contratto a Populis, che non rinnoverò. Dopo alcuni viaggi ad Amsterdam ho capito che non potevo neanche accettare la proposta di Booking, troppo lontana e scomoda per curare una famiglia che non vorrei sparpagliare oltre l’attuale sparpagliamento. Oggi ho accettato ufficialmente la proposta del Sole24Ore, così dal 1° gennaio sarò la persona a cui citofonare se qualche sito del Gruppo24Ore si affossa sui motori. Non posso dirvi quanto mi hanno offerto come contratto, diciamo che è accettabile e ovviamente a progetto.

Perchè lascio Populis, che a gennaio sarà il terzo gruppo in italia secondo le statistiche Comscore del settore news? Perchè al Sole ho più flessibilità e soprattutto c’è il quinta che da solo ha smosso circa il 93% della mia decisione e che soddisfatto dei successi nel lancio di Skebby SMS mi ha segnalato al centro di comando stellare.

contratti a performance e consulenze

Con la partita iva terrò aperti solo i contratti 100% a performance, come la vendita di parmigiano e prosciutto con Parma Shop e le sedie tecniche Komfortsave. Mi spiace molto non aver dedicato il tempo che avrei voluto dare ai veicoli elettrici Alkè, che in ogni caso andranno alla grande.

Sarò disponibile per consulenze spot e corsi seo, se avrete la pazienza di prenotare qualche settimana in anticipo. Ovviamente continuerò anche le consulenze gratis, quest’anno solo per i nottambuli. È cresciuta esponenzialmente la rete di contatti, quindi se vi servono preventivi seo e vi fidate di me, posso consigliarvi altri consulenti dei quali ho verificato i risultati sul campo.

fatevela da soli! L’evoluzione dei motori di ricerca 2012

eccoci alla sezione in cui dico ciò che penso a chi vuole studiare su binari paralleli ai miei (ricordo che internet non si basa sui segreti, ma al contrario sull’apertura, da cui il logo di goatseo).

Ho letto e consiglio caldamente “in the plex” libro magistrale consigliatomi da Luca e che regalerò a Raffaele.

Google da i primi segni di debolezza, la ricerca interna di gmail è ancora una chiavica, così come la ricerca su google plus. L’attenzione per i metadati invece è esponenziale, quindi continua la strada di google per dare strumenti di indipendenza (sia economica che comunicativa) a giornalisti e scrittori:

statistiche per autori cioè “intelligence”, quella possibilità di capire il ritorno d’interesse che le parole generano sui lettori, misurando le azioni dei lettori sulla pagina (tempo di permanenza, % di clic sui nostri link, tempi di rimbalzo).

Mi torna in mente la domanda che si è posto Stefano alla mia prima riunione al Sole: cos’è un editore? (risposte al solito via mail o nei commenti)

nelle puntate precedenti: spazio ai volti dei giornalisti anche su google news, ovviamente passando per la gestione di profili interna di google plus. Se l’autorevolezza deriva anche dal contenitore (come Russel insegna), di certo google vorrà essere il contenitore principale, oltre che la via d’accesso unica per le informazioni.
La nuova splendida interfaccia interna di blogger semplificata e riempita di statistiche, così come YouTube sono strumenti fenomenali e gratis, che tuttavia dovrete capire come usare da soli.

dati dei ricavi sui miei esperimenti

bando alla parte informativa, passiamo ai soldi: oggi la sezione di nerdgranny sulle sedie ergonomiche fa circa 30.000 visite al mese, la crescita lenta e stabile negli ultimi 5 anni.

Ho provato per un periodo a mettere adwords di Google, i ricavi erano sui 5 euro al mese. Ho provato coi circuiti di affiliazione, e sono passato a circa 100/200 euro al mese. Ho preso il telefono in mano ed iniziato a contattare i produttori italiani ed esteri delle sedie che avevo già recensito, chiedendo una percentuale sulle vendite che il mio sito (spontaneamente) generava. Sono passato a 900/1000 euro al mese, con tanto di offerte di lavoro dalle stesse aziende che avevo contattato.

Lavorare con le parole

La lezione? Per partire, i circuiti tradizionali vanno bene, ti fanno prendere le misure. Un passo intermedio potrebbe essere scrivere per conto di aziende che danno formazione (come Blogosfere e Blogo) oppure fregarsene di gestire un sito e concentrarsi sulla sola scrittura (ci sono marketplace come Scribox, Melascrivi, editori su commissione tipo Create in Italia, o DemandMedia, Seed, Contently in Usa, testate indipendenti tipo Blogo o L’Inkiesta in italia e addirittura ci sono ancora editori tradizionali, tipo Corriere, Repubblica, Sole24Ore… tutti quelli che alla fine si battono per comparire su Google News, che non porta tanto traffico insomma, ma fa figo).

Il tuoi prossimi passi

Se sei smanettone nell’anima, magari puoi provare una strada tipo la mia, installazione seo di wordpress fatta a mano, iscrizione ai circuiti di affiliazione, controllo feedback e controllo revenue. Devi anche auto-istruirti e saperti gestire il tempo(cosa che ho imparato a fatica in 6 anni da libero professionista + 4 da dipendente).
Se sai creare solo contenuti e preferisci scrivere che gestirti sito e menate varie puoi aprire un blog su blogger o wordpress, entrambi hanno buone statistiche e i loro circuiti di pagamento. Si posizionano discretamente (con risultati inferiori tipicamente a quelli su dominio personalizzato).
Se hai bisogno di formazione, puoi iscriverti presso una testata di blog indipendenti, ti formano (ci sono persone volenterose, tipo il buon Riccardo Mantica, che tutte le settimane ti chiamano per riprenderti da qualche errore o farti i complimenti per un risultato ottenuto).

Se non ti frega niente di nulla e vuoi solo i tuoi sporchi soldi, iscriviti su un marketplace dei contenuti.

Nel caso tu venga da una famiglia facoltosa, puoi anche provare a studiare giornalismo per poi approdare su una testata “tradizionale” (dai scherzo).

Se hai voglia di diventare indipendente, ti consiglio la spettacolare presentazione di Peldi di Balsamiq, dove spiega come ha fatto lui.

altre guide

SEO in prima pagina

Lo sapete che questo sito è ancora in prima pagina cercando “SEO” su Google? Non trovate ci sia qualche discrepanza tra l’algoritmo e i risultati di cui la gente è davvero soddisfatta? Non ho tempo per pubblicare i bellissimi post che ho in draft, le consulenze spingono e perdo clienti che non riesco a seguire… sempre per questo benedetto tempo.

Non pensavo che sarebbe diventato importante anche scegliere i clienti giusti coi quali lavorare, per riuscire ad ottenere prime pagine senza perdere troppo tempo in sterili compromessi.

Tempo online che sto canalizzando verso progetti che mi danno molta soddisfazione (tipo il blog sugli opendata) o aziende che pagano bene… e così non resta molto da dedicare alle vecchie glorie, tra cui questo poderoso dominio che, seppure lasciato da solo e senza aggiornamenti ancora mena le mani sulla prima pagina. E voi? Non siete scandalizzati da questi risultati che sembrano scritti sulla pietra? Sarebbe ora di dare spazio ai giovani! Vero?

L’autorevolezza non si fa in due giorni, eppure ci sarebbero decine di siti ben più degni di questo per la prima pagina di Google.

Proponeteli nei commenti, con la motivazione.

Grazie per aver partecipato al webinar!

Si è appena concluso il webinar del SEOTraining dedicato a Panda, grazie per essere stati dei nostri, ci vediamo alla prossima! Se avete domande scrivete pure :)

Nel mondo delle parole chiave le mode vanno ad onde, internet è grande come l’oceano, e nei posti periferici come la nostra cara Italia le onde arrivano anche con mesi di ritardo. E’ il caso di Panda, il troppo discusso aggiornamento di qualità, per il quale Google ha già rilasciato una serie di consigli adatti agli “umani” un po’ difficili da digerire per chi vuole scrivere codice che venga letto dai robots.

Slide n°25 dell'intervento "filosofia SEO" al SEOTraining 2011

webinar gratuito il 25 agosto 2011

Nel webinar gratuito che si terrà il 25 agosto alle ore 21 a questo indirizzo, vi dirò come traduco i consigli ufficiali di Google in pratiche concrete sui siti web. Sarà un esperimento interessante, anche perchè largamente improntato alle vostre domande e alla discussione piuttosto che alle solite pallose lezioni in cui chi parla deve sempre far finta di sapere.

prenotati qui, è gratis

dirigi tu la discussione

Tieni presente che daremo la priorità alle domande dei presenti, in ogni caso anche se hai intenzione di guardare il webinar in differita, metti la tua domanda qui e cercheremo di rispondere comunque…
Sarà una bella occasione anche per re-incontrarci con tutti i relatori del SEOTraining 2011.

le domande per umani, di google

  • Ritenete attendibili le informazioni presentate nell’articolo?
    - questa è la domanda più importante e giustamente la fanno per prima, rimando direttamente alle WebCredibility slides di Daniel Russel che ne sa molto più di me.
  • L’articolo è stato scritto da un esperto o un appassionato che conosce bene l’argomento, o è più superficiale?
    - un’idea è sicuramente il rel=author di recente implementazione, poi iniziamo a spiegare l’uso dei termini rari.
  • Il sito contiene articoli duplicati, che si accavallano o sono ridondanti in merito ad argomenti uguali o simili, solo con parole chiave leggermente diverse?
    - questa è prettamente tecnica, iniziamo col mettere in “index, no-follow” tutte le pagine di categorie e tag duplicati dei nostri blog.
  • Fornireste tranquillamente i dati della vostra carta di credito su questo sito?
    - di questa ne parliamo… c’è molto da discutere.
  • L’articolo contiene errori ortografici, stilistici o false informazioni? Gli argomenti sono basati sui reali interessi dei lettori del sito oppure il sito genera i contenuti in base ai presunti argomenti che potrebbero ottenere un buon posizionamento nei motori di ricerca?
    - questa si risponde quasi da sola, in ogni caso iniziamo a spiegare cos’è uno scraper e perchè stanno molto antipatici.
  • L’articolo fornisce contenuti o informazioni, rapporti, ricerche o analisi originali?
    - idem.
  • La pagina in questione è molto più utile rispetto alle altre pagine visualizzate nei risultati di ricerca?
    - su questa facciamo qualche esempio pratico, che valgono di più di tante parole.
  • In che misura viene controllata la qualità dei contenuti?
    - questa è una domanda che vale per chi ha una redazione, anche sui piccoli comunque possiamo fare una certa revisione delle cappelle, quando ricordiamo dove le avevamo fatte…
  • L’articolo tratta entrambi i punti di vista in merito a una notizia?
    - in questa ci rifacciamo direttamente al NPOV di wikipedia (che speriamo tenga duro btw).
  • Il sito è considerato un’autorità riconosciuta in merito all’argomento che tratta?
    - e qui iniziamo a menarla col link building, passando anche per il riconoscimento delle menzioni offline.
  • I contenuti sono generati in serie o assegnati a molti autori diversi, oppure distribuiti su una vasta rete di siti cosicché singole pagine o siti non ricevano molta attenzione o cura?
    - qui non ho capito bene a cosa si riferiscano, probabilmente la passerò ad altri se nel frattempo non riesco a studiare e capire meglio cosa intendono.
  • L’articolo è stato scritto bene o sembra essere stato redatto senza alcuna cura o in modo sbrigativo?
    - mi fa ridere il “sembra”, comunque anche questa si risponde da sola… o quasi, vediamo se ci sarà anche qualche copywriter in linea passo la parola volentieri.
  • Relativamente a una query sulla salute, vi fidereste delle informazioni fornite dal sito?
    - ecco questa è la mia seconda domanda preferita, un’ottima scusa per passare una buona mezz’ora a chiedersi perchè “alfemminile” appaia ovunque e in ogni circostanza.
  • Considerereste il sito una fonte autorevole nel momento in cui viene nominato?
    - qui sostanzialmente si tratta di riconoscere entità offline, ma anche parlare di link autorevoli ci sta
  • L’articolo fornisce una descrizione completa dell’argomento?
    - questa è bella, citerò ancora wikipedia probabilmente, ma anche nerdgranny (che è il mio sito d’esempio per quasi tutti i corsi ormai)
  • L’articolo contiene un’analisi dettagliata o informazioni interessanti che non siano ovvie?
    - anche questa è bella, se davvero sanno riconoscere questi dettagli non mi spiego davvero molti forum tra le prime posizioni, eppure mi spiego il perchè di tanti forum di nicchia o mailing list ancora in serp, mi piacerebbe parlare di ecologia dell’informazione in questo caso.
  • Si tratta del tipo di pagina che aggiungereste ai segnalibri, condividereste con un amico o consigliereste?
    - questa è bella e facile da capire, però è più difficile da implementare. Ed è qui che entra finalmente in campo il real time e l’aggiornamento delle risorse online.
  • Nell’articolo ci sono troppi annunci che distolgono l’attenzione dai contenuti principali o interferiscono con essi?
    - togli il 18° riquadro adsense per piacere.
  • Vi aspettereste di trovare l’articolo in una rivista, un’enciclopedia o un libro cartacei?
    - anche questa si riferisce al mondo offline, a mio parere sopravvalutato.
  • Gli articoli sono corti, inconsistenti o comunque privi di informazioni specifiche utili?
    - se vedo scomparire anche solo uno dei 100 aggregatori che mi copiano gli snippet dall’RSS prometto che faccio un post ad hoc per ringraziare panda.
  • Le pagine sono realizzate con estrema cura e attenzione per i dettagli o non lo sono affatto?
    - questa è un duplicato, come al test di psicologia che facevano fare ai 3 giorni di leva.
  • Gli utenti si lamenterebbero trovando pagine provenienti da questo sito?
    - e chiudiamo in bellezza con una bella banalità che punta sul senso di colpa dei webmaster, ci rivedremo tra un mesetto forse con la google religion… (questa era un’anticipazione che si meritano tutti quelli arrivati a leggere fino a questo punto)

(domande tratte dal post ufficiale su google blog in grassetto, sotto le mie risposte che preannunciano quello di cui parleremo al webinar).

 

contenuti per il mercato della conoscenza

Intanto yoast ha pubblicato un nuovo plugin per i redattori di contenuti che usano wordpress, che consiglio caldamente prima di averlo io stesso provato per un semplice motivo: ti fa la keyword density in tempo reale. Sarebbe anche utile per contare il numero di parole uniche del testo (secondo la mia esperienza) e soprattutto potrebbe dare un rapporto semantico tra le correlazioni nei post di successo pubblicati sullo stesso blog in relazione al nuovo contenuto che sto pubblicando. Correlazioni di cui dovrebbe occuparsi Linkdex, o in generale un software in grado di automatizzare tutte le ottimizzazioni che siamo abituati a fare in modo grezzo, manuale e senza ottica di scala tramite tools tipo l’ormai farlocco LDA, SEO ultimate, SeoQuake, SenSEO, SemRush ecc..

c’è chi vuole una pelle splendida

e chi vuole un robot che fa il mio mestiere, magari per andare in vacanza tutta la vita (idee? scrivetele ad Adriano, che ci stiamo organizzando). Scherzi a parte se non l’avete ancora capito tra segreti, contenuti e correlazione di valori condivisi il mio panorama SEO è presto riassunto. Ma di riassumere il SEO non ho voglia perchè tanto lo fanno già SEOmoz e SEL, e ci si fanno pure corsi e consulenze (oh, mi sono trattenuto, non ho messo i link su queste ultime due, ho resistito! come quando vuoi smettere di fumare e fai i primi passi verso la luce!)

graal

Ah i contenuti… cioè il sacro graal dell’interwebs! come sapete ci mangiano tutti (motori di ricerca da una parte e publishers dall’altra) eppure l’estrazione di senso dal complesso caos del mondo è un lavoro per pochi e sottopagati blogger possibilmente laureandi. Schiavi che non si organizzano in corporazioni sufficientemente grandi da poter fare masse critiche per dettare legge, o meglio, mercato. In casa ci facciamo i nostri blog dedicati a fumetti di nicchia, musica di nicchia, ecc… ma non basta. Martino pubblicava la guida per scrivere contenuti partendo dal blocco dello scrittore. Nonostante i rendimenti economici sufficienti alla sopravvivenza nell’affascinante mondo del libero professionismo, il futuro sembra scritto tra i contenuti dei “grandi giocatori”.

big players?

i nuovi giocatori: Populis, Banzai ecc… che hanno inglobato mezza italia precaria. Vecchie leve, tra cui sole24h, repubblica e corriere che tremano o si organizzano come possono. Tutti schiavi dei database e dei CMS per ora lontani dalle necessità computazionali che un SEO ipotizza quando decide di pubblicare mentre i motori di ricerca organizzano il web consumando ingenieri come fossero idrocarburi.  Tutti che studiano o odiano il SEO. e noi aghi della bilancia di noi stessi come vogliamo crescere? Idee del momento comprendono corsi di formazione per copywriter, cioè fare una diga con un cerotto e poi… i Tecnocrati, alla wikipedia che vivono di discussioni e comunità, senza soldi verso gli editor.

Voi da che parte state?