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L’aria è una cosa bella, mi fa respirare e vivere (nella prima frase ho già rotto 3 delle mie regole auree del blogging, con questa parentesi le prime 5). D’altra parte, pensa a com’è meglio l’aria in presenza di alberi. Ci pensavo in ufficio, passando nei lunghi corridoi a vetri disegnati dalla squadra di Renzo Piano. Camminando, si sente spesso il forte odore di toner delle enormi stampanti laser, solo in una zona non si sente, un ufficio open space dove hanno 3 piante belle grosse e rigogliose. Ho chiesto dove le avessero trovate, se le sono portate da casa, 15 anni fa mi ha risposto una signora gentile.

A parte gli studi sulla produttività negli uffici dove ci sono le piante (si, potrei linkartene almeno 4 ma non lo farò), è evidente che in un posto fico stai meglio. Ora sicuramente un ufficio fico influenza anche in maniera positiva le persone, che sono mediamente più “educate” di quello che mi aspettavo da un pezzo di Milano che dovrebbe essere aggressiva e spregiudicata (ma forse quella era Wall Street). E cosa significa stare meglio? La banale avventura di 5 ore di pendolarismo tutti i giorni mi da il tempo di rifletterci (questo post per metà è stato scritto in treno)

A parte la delusione iniziale del rendermi conto che uno dei più bei servizi che ho trovato sul sito del Sole (la sezione fatti ed effetti) in realtà è comprato da una società esterna, mi sono accorto che c’è un bel valore nell’aggregare servizi interessanti. Ma non volevo parlare del valore, volevo parlare dei soldi, che sono due cose diverse, e soprattutto di come la soddisfazione si leghi ai soldi. Mio padre quando qualche anno fa mi parlava di soddisfazioni sottintendeva sempre soldi.

E coi soldi arriviamo alla mia notizia preferita del giorno, il Sole non l’ha coperta bene, perchè è di fatto una notizia di costume: un dirigente di una grande ditta, di nome Antonio Horta-Osorio, ha rinunciato al suo bonus da 2 milioni, accontentandosi del suo stipendio da 1 milione (e in previsione di un bonus futuro di 4 milioni). Mentre potrebbe sembrare a seconda dei punti di vista una trovata per farsi pubblicità, un modo per ispirare fiducia verso di se o semplicemente una mossa fatta per il bene dell’azienda… probabilmente c’è di più. A quanto leggevo sul giornale, Antonio dopo anni a capo di grandi aziende aveva iniziato a dimenticare la vita privata, non andava mai a casa, non riusciva neanche più a dormire pur di continuare a lavorare, insomma gli piaceva troppo, e alla fine si è ritrovato ad essere un drago bruciato dal suo stesso fuoco.

Così sotto caldo consiglio dei medici, ha spedito tutti a quel paese per due mesi, durante i quali ha staccato dal lavoro e appena tornato ha fatto la mossa dei 2 milioni. Avrà trovato la sua soddisfazione? Ora questa storia mi rappresenta molto, anche io rinuncio spesso a una parte importante dei miei ricavi per avere un po’ di libertà, sia sul lavoro che per ritagliarmi un po’ di tempo per la famiglia. Diciamo che in una piccola parte di me stesso, capisco Antonio e mi ricordo quando qualche anno fa ero demotivato e in cerca costante di stimoli… Non trovando nessun lavoro che mi realizzasse, stavo tutta la notte su internet e non riuscivo a concludere i progetti iniziati, non sarei mai riuscito a studiarmi una sola pagina di teorie seo se non mi avessero dato la grandissima possibilità di cambiare, per la quale sono ancora oggi grato a Raffaele Serusi ed Antonio Demelas.

Ovviamente quando sei in aziende fatte da tante persone essere un drogato di lavoro è un grande punto a favore, visto dagli occhi di un capo poco lungimirante (e siamo pieni di capi così), mentre buona parte del nostro vivere non sa cogliere le sfide quotidiane pensando a domani, il capo vuole rubare all’oggi un investimento che deve tornare in poco tempo triplicato, l’esatto contrario insomma del comportamento di una strategia seo che sappia sfruttrare tutte le potenzialità che la ricerca organica offre (vedi slide 21 dell’intervento al seo training 2011).

Non tutti sanno trovare un’ispirazione o un ideale in quello che si fa ogni giorno, probabilmente non serve per vivere e non porta neanche a vivere meglio, però ci sono alcune cose che vanno fatte per il gusto di poter scrivere sulla biografia: io l’ho fatto.

Mettere un albero in ufficio, andare a vivere su un’isola tropicale, chiedere in comune il tuo nucleo familiare, perderti anni nella droga o in generale chiudere un periodo della vita con una bella sbroccata. Ogni giorno, penso a come ci si rialza, dal letto, da una caduta o da una botta morale… E fino a quando non mi sono lanciato all’avventura, fuori di casa e fuori dalle menate familiari non ho sentito cosa si prova a svegliarsi la mattina e svegliarmi felice pensando a come sarà la giornata. Mi è successo per la prima volta in Sardegna, ed è come una droga, appena scopri l’immensità della prima volta, ne vuoi altre e in poco tempo sei disposto a tutto pur di averne altre… Anche a mettere da parte tutti per lavorare al progetto lavorativo nel quale ti realizzi (come fanno i manager di solito).

Poi un giorno scopri che per avere quel tipo di soddisfazione un’altra volta dovrai mettere la testa sotto ad un sasso per anni. E lo fai. Ti trovi anni dopo coi problemi di Osorio e con la necessità imminente di una bella sbroccata.

Smettere di fumare, così come iniziare un nuovo progetto sono due grandi gioie che più o meno riescono a ripetersi, soprattutto perchè è pieno di stronzi che fumano e di progetti interminabili che diventano pallosi. Tutte queste cose forse non vi serviranno per capire come mettere a posto la vostra vita, di certo non le ho imparate da Osorio, che però è esperto internazionale di air goatse.

Ci sarebbe bisogno di una conclusione, ricapitolando oggi abbiamo parlato di:

  • alberi
  • aria
  • goatse
  • soddisfazione
  • soldi
  • sbroccate
  • quotidiano
  • (differenza)

Secondo me il problema è nel quotidiano, in quelle che facciamo diventare le nostre abitudini. Cambiando un dettaglio di un’abitudine cambiamo radicalmente la nostra vita, e l’impatto che abbiamo sul mondo. Quali sono le mie abitudini da SEO? Stanno cambiando, come cambiano i posti di lavoro e i clienti, imparo a conoscere il motore di ricerca in tutti i suoi fallimenti prima che nelle sue incredibili innovazioni, e sostanzialmente, sono con la testa sotto ad un sasso. E per quale motivo? Per fare la differenza (sulla differenza devo fare il prossimo post, ciao!)

Curiosi di sapere il valore della ditta per cui lavoro? Ecco i grafici del titolo!

E compariamoli con quelli di Booking.com

2 Responses to “Gli alberi e la soddisfazione”

  1. Seogm

    Che dire, un post molto profondo! Personalmente mi sento fortunato perchè lavoro in un posto bellissimo lontano dal caos e dove per ogni abitante ci sono centinaia e centinaia di alberi :D

    Questo grazie a internet, che mi permette di lavorare immerso nella natura attraverso una semplice antenna satellitare che mi collega al mondo… Ho fatto una scelta e dal Polo Tecnologico di Roma sono passato a un Rifugio di montagna, e stò molto, molto meglio!

    Aggiungerei che è sorprendente quanto possiamo fare quando stiamo bene e siamo sereni, i soldi vengono da soli, anzi, neanche bisogna cercarli, la base di tutto è stare bene.

    E’ difficile, ma ci si può riuscire!

  2. simone

    hai detto bene, sono scelte… e le scelte si pagano. D’altra parte di solito si paga molto più caro il non-scegliere. Sono felice che stai bene… e che finalmente ti arrivi internet VELOCE :)

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